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Braccio di ferro sul bonus famiglie

Braccio di ferro al Senato fino a tarda sera sull’estensione del bonus da 80 euro anche ai nuclei mono-reddito con più figli. Dopo una lunga giornata di trattative che nel pomeriggio sembrava destinata a concludersi con l’ok delle commissioni Bilancio e Finanze alla richiesta di Ncd di correggere il decreto Irpef per garantire subito il bonus anche alle famiglie con almeno 3 figli e con un solo reddito facendo leva su un leggero innalzamento del “tetto” fissato per delimitare la platea dei beneficiari, in serata è arrivato il nuovo stop del Governo in linea con le precedenti indicazioni di Palazzo Chigi. Con il ministero dell’Economia disponibile solo ad avallare una norma di principio ma non un intervento necessario di “copertura”, considerato praticabile esclusivamente con la prossima legge di stabilità.
Ma Ncd, che aveva già accettato di rinviare all’attuazione della delega fiscale l’altra sua richiesta di rafforzamento del taglio dell’Irap per le piccole aziende, non si è arreso e ha continuato con il suo pressing nelle Commissioni. Una situazione d’impasse che ha provocato lo stop dei lavori. Con conseguente rinvio a questa mattina del sì, in sede referente, delle Commissioni e dell’approdo del testo in Aula a palazzo Madama, originariamente previsto per ieri pomeriggio.
Prima dello stop era stato presentato l’emendamento del governo sulla proroga della Tasi (vedi articolo a pag.6). Ed era comunque stato dato l’ok a diversi correttivi. A partire dalla riammissione alla rateizzazione fiscale dei pagamenti delle cartelle Equitaliadei contribuenti decaduti dal beneficio per aver saltato due “scadenze”, che potranno ora contare su un percorso in 72 “rate” presentando richiesta entro il 31 luglio.
Semaforo verde anche alla proroga dal 15 maggio al 15 settembre del termine per il versamento dei canoni demaniali e al rinvio al 15 ottobre della scadenza per il riordino dell’intero settore. È poi passato lo slittamento al 1° gennaio 2016 dell’obbligo di pubblicare solo “on line” bandi di gara che restano pubblicabili fino a questa data sui quotidiani con relativo congelamento delle ricadute sul settore dell’editoria. Queste novità, insieme a quelle sul capitolo Rai in primis sulle sedi regionali (v. altro articolo a pag. 19), hanno caratterizzato la maratona di ieri delle Commissioni Bilancio e Finanze di Palazzo Madama, peraltro non ancora conclusa. Il testo non potrà arrivare in Aula prima di oggi pomeriggio. Con il Governo che quasi sicuramente ricorrerà alla fiducia. Il provvedimento, che scade il 23 giugno, dovrà poi passare alla Camera per l’approvazione definitiva.
Tra le ultime modifiche in ordine cronologico approvate dalle Commissioni un emendamento dei relatori, Cecilia Guerra (Pd) e Antonio D’Alì (Ncd), sul settore agricolo finalizzato a esentare per il 2014 dalla tassazione sulle energie rinnovabili gli incentivi già concessi e mantenere “vincolate” questo tipo di energie al reddito agricolo. “Sì” poi a un correttivo che estende la previsione di pagamento dei debiti Pa, già prevista per le società partecipate, agli enti partecipati da Comuni e Province.
Ok anche a un emendamento del M5S riformulato dagli stessi relatori che mira a recuperare una misura saltata dal decreto salva-Roma sullo stop agli affitti d’oro: le amministrazioni pubbliche e gli organi costituzionali, nell’ambito della propria autonomia, potranno comunicare entro il 31 luglio 2014, il preavviso di recesso dai contratti di locazione di immobili in essere alla data di entrata in vigore del decreto Irpef. Recesso che potrà essere perfezionato decorsi 180 giorni dal preavviso, anche in deroga ad eventuali clausole che lo limitino o lo escludano e che potrà riguardare anche gli immobili dei fondi comuni di investimento immobiliare. Sempre su input del M5S è passato un altro correttivo per rendere più trasparenti i compensi nelle società pubbliche. Che dovranno pubblicare sul proprio sito internet i dati relativi alle retribuzioni dei componenti del Cda.
Sul versante dei tagli, è stato dato l’ok all’esclusione dalla stretta sulle partecipate della Consip e delle controllate delle società in via di privatizzazione: Poste ed Enav. Sul terreno fiscale l’operazione di riammissione all’operazione di rateizzazione delle cartelle Equitalia, soprattutto in favore dei contribuenti in difficoltà economica, nasce da un emendamento presentato dal presidente della commissione Finanze del Senato, Mauro Maria Marino (Pd). Diverse le questioni rimaste in sospeso: oltre al bonus Irpef, l’aumento della tassazione sui fondi pensione e l’equiparazione di Consob a Bankitalia per il tetto agli stipendi.
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