Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bpvi e Veneto, adesioni sopra al 60%

«Tra chi ha già aderito, chi ha sottoscritto manifestazioni di interesse e chi ha un appuntamento fissato in filiale, possiamo stimare di aver raggiunto una percentuale di adesioni all’Opt sopra il 60%».
A 10 giorni dalla scadenza dell’Offerta pubblica transattiva che Banca Popolare di Vicenza ha messo in campo a favore dei soci che si sono visti azzerare il valore delle loro azioni, l’istituto guidato dall’ad Fabrizio Viola fa un bilancio, una stima dell’andamento, che vuol essere anche un appello agli, ancora numerosi, indecisi. «Quello degli indecisi è un numero importante che può decretare il successo o l’insuccesso dell’operazione – ha spiegato ieri ai giornalisti Gabriele Piccini, da pochi mesi vice direttore generale della banca vicentina, 40 anni passati in Unicredit –. Siamo ancora lontani dall’obiettivo dell’80%, abbiamo ancora tanto lavoro da fare in questi ultimi giorni».
«Ma la scorsa settimana – ha continuato Piccini – c’è stata una forte accelerazione, circa 1.500 adesioni al giorno di media, mentre sabato sono arrivate, nelle filiali aperte per l’occasione, 700 sottoscrizioni. Dati confortanti».
Dei 94mila azionisti individuati come destinatari dell’Opt, la Popolare di Vicenza ne ha contattati circa 90mila – 4mila non sono in alcun modo reperibili – e sarà su questo perimetro che si calcolerà la percentuale di adesioni. Per le quali c’è tempo fino al 22 marzo, data che probabilmente non subirà dilazioni o proroghe. Mentre dalla banca fanno sapere che sabato prossimo tutti i 400 sportelli saranno aperti e a disposizione dalle 9 alle 14. Due giorni fa un aiuto decisivo è arrivato dalla Fondazione Roi, il cui cda ha dato via libera alla transazione per quasi 4 milioni e mezzo. Inoltre, Piccini ha precisato che nessuno dei grandi azionisti ha rifiutato per ora la proposta.
Insomma, l’ottimismo c’è, nonostante resti cauto: le firme effettive a tutt’oggi sono circa il 40%; sommate a quelle di Veneto Banca arrivano a circa il 45% dell’intero ammontare dei 169mila soci individuati. Il futuro resta legato al successo dell’Opt – il cui costo complessivo è attorno ai 680 milioni -, che permetterà di ridurre al minimo il rischio contenzioso, presentare numeri chiari e definiti e permettere di reperire sul mercato le forme di finanziamento per far ripartire la banca. Anche se «il cda – ha precisato il vice direttore generale – può riservarsi il diritto di accettare una percentuale più bassa del tetto stabilito dell’80». Giovedì prossimo si svolgerà un consiglio di amministrazione che fara il punto sulla situazione. Un cda analogo si terrà in Veneto Banca, probabilmente per concordare una risposta univoca, attesa dalla Bce, non solo sulla questione rimborsi, per il fine settimana. Se si abbatterà il rischio legale, ricapitalizzazione e fusione saranno più semplici. «Abbiamo i piani di fusione già pronti e predisposti – ancora Piccini -, possiamo partire appena ricevuto l’ok».
Ieri, intanto, sono stati forniti nuovi dettagli sul fondo di solidarietà messo a disposizione da BpVi per i casi più disagiati (ma anche Veneto Banca ne ha messo a disposizione uno di pari entità): il plafond da 30 milioni è destinato ad azionisti che dimostrino un Isee pari o inferiore a 13mila euro; che abbiano acquistato azioni BpVi tra il primo gennaio 2007 e il 31 dicembre 2016; che rientrino tra i destinatari dell’offerta di transazione (e per questo anch’essi dovranno firmare la rinuncia a qualsiasi azione legale nei confronti della banca). L’indennizzo non potrà essere superiore a 20mila euro ed è subordinato all’esito positivo dell’offerta transattiva.
«Devono assolutamente essere rimosse le limitazioni temporali di accesso al fondo e deve essere innalzato l’Isee nonché il tetto del risarcimento, altrimenti questo fondo resterà l’ennesimo fallimentare spot promozionale di Banca di Vicenza che aiuterà solo tale istituto a perdere altri clienti», ha criticato ieri Federconsumatori. «Questi soci – ha ribadito il manager – potranno avere un ristoro superiore ai 9 euro per azione offerti a tutti gli altri». Secondo le stime di BpVi, i soci disagiati potrebbero essere 9mila, il 10% dei destinatari dell’offerta.
Non solo. BpVi regolamenterà nelle prossime settimane anche il fondo speciale di 2 milioni di euro per i casi più estremi, già annunciato lo scorso luglio: una sorta di atto di beneficienza, completamente indipendente dall’operazione rimborsi.

Katy Mandurino

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il consiglio di Atlantia (e quello di Aspi) hanno risposto al governo. Confermando di aver fatto tut...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Serviranno ancora un paio di mesi per alzare il velo sul piano industriale «di gruppo» che Mediocr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il piano strategico al 2023 rimane quello definito con Bce e sindacati. Ma una revisione dei target ...

Oggi sulla stampa