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Bps, chiesta l’archiviazione per Visco

ROMA
La procura di Spoleto ha chiesto l’archiviazione dell’indagine a carico del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e di altre sette persone per le vicende della Bps, la Banca Popolare di Spoleto.
La richiesta è stata inviata ieri al gip. In pratica nella vendita della Banca popolare di Spoleto al gruppo Desio non sono emersi elementi di rilevanza penale, non vi furono conflitti d’interesse, nè il passaggio fu influenzato da relazioni personali: queste le motivazioni che hanno portato la procura spoletana a chiedere l’archiviazione.
Come si ricorderà, la notizia di un’indagine giudiziaria a carico del governatore aveva avuto vasta eco mediatica a ottobre scorso.
Sin dall’inizio, tuttavia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva offerto il suo sostegno al Governatore Visco e alla Banca centrale con parole di elogio per la più assoluta correttezza, formale e sostanziale, del lavoro svolto da via Nazionale, sottolineando come l’attività della Vigilanza sia «preziosa e fondamentale».
Quanto a Bankitalia, gli uomini di Visco si erano limitati a sottolineare che le decisioni di Vigilanza sono assunte collegialmente dal Direttorio, in riunioni dettagliatamente verbalizzate, e si basano sulle indagini e sulle istruttorie ampie, dettagliate e approfondite che vengono svolte dalla Vigilanza e dalle filiali di Palazzo Koch.
Del resto, il procuratore della Repubblica di Spoleto, Alessandro Cannevale, in una nota, aveva immediatamente sottolineato che i reati ipotizzati a carico del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e di altri sette indagati «sono quelli che si é ritenuto di poter evincere dalla narrazione dei denuncianti e quindi non esprimono altro che la qualificazione giuridica di una ipotesi investigativa proposta da privati, tutta da verificare e da valutare».
L’indagine era stata infatti aperta sulla base di una denuncia presentata alla procura di Spoleto da un centinaio di aderenti all’Aspocredit, associazione che raccoglie circa 400 soci della Spoleto credito e servizi, la controllante della Banca popolare di Spoleto prima che questa fosse acquistata dal Banco Desio.
L’istituto di credito umbro e la Scs vennero commissariati dal ministero dell’Economia, su proposta della Banca d’Italia, nel febbraio 2013. Quindi, il passaggio al Banco Desio con una procedura che era stata oggetto di ricorsi alla giustizia amministrativa e di esposti alla magistratura penale.
Corruzione, abuso d’ufficio e truffa erano i reati che erano stati ipotizzati e per i quali la procura guidata da Alessandro Cannevale ha concluso che gli elementi non sono sono sufficienti a sostenere l’accusa.
La richiesta di archiviazione inviata al gip riguarda, oltre a Visco, i commissari nominati dalla Banca d’Italia Giovanni Boccolini, Gianluca Brancadoro e Nicola Stabile, i componenti del comitato di sorveglianza Silvano Corbella, Giovanni Domenichini e Giuliana Scognamiglio e il presidente di Bps Stefano Lado.

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