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Bpm, vertici a rapporto in Bankitalia

di Monica d'Ascenzo

La Banca Popolare di Milano affronta il dopo assemblea e soprattutto il no dei soci alla proposta dell'aumento da tre a cinque delle deleghe di voto per i non dipendenti. La prima conseguenza, già annunciata pre-assemblea e confermata post, sono le dimissioni da consigliere di Franco Debenedetti. «Ho rassegnato le dimissioni come consigliere di amministrazione della Banca Popolare di Milano» ha dichiarato ieri mattina Franco Debenedetti, spiegando in una nota: «l'assemblea straordinaria di sabato scorso ha respinto la proposta, avanzata dal consiglio di amministrazione, di aumentare il numero delle deleghe da 3 a 5, cosa che avrebbe consentito una maggiore partecipazione di soci alle deliberazioni assembleari. È stata così respinta un'iniziativa seppur di modesta portata di mettere mano alla riforma della governance della banca. Ritengo che questo sia il problema centrale della Bpm e che risolverlo consentirebbe di fare emergere il valore del posizionamento geografico della banca, e della sua rete di vendita». Debenedetti spiega, infine, che «le dimissioni, dopo due anni di mandato, sono il modo per dare rilievo a questo mio fermo convincimento».

La valutazione del voto di sabato scorso sarà fatta oggi anche nell'ambito del consueto comitato esecutivo della banca, che farà il punto anche e soprattutto sull'aumento di capitale fino a 1,2 miliardi approvato dall'assemblea dei soci. Per l'operazione Mediobanca, global coordinator e book runner con Banca Akros, ha chiuso venerdì scorso il consorzio di garanzia, composto da tutte banche straniere: Barclays, Rbs, Société Génerale, Santander, Ing, Credit Suisse, Bnp Paribas e Nomura. Per la ricapitalizzazione dell'istituto, comunque, si aspetterà settembre, mentre a breve i vertici di Bpm saranno impegnati in altri passi che possano andare nella direzione disegnata con Banca d'Italia a seguito dei rilievi dell'ispezione dell'ultimo anno. E proprio con Bankitalia è previsto un nuovo incontro la prossima settimana, dopo le festività romane, per fare il punto della situazione a seguito dell'assemblea dei soci.

Da Via Nazionale, secondo quanto riferiscono alcune fonti, non ci sarà alcun rilievo a seguito della bocciatura dell'aumento delle deleghe, anche perché il provvedimento rientrava in una riforma più completa della governace dell'istituto cui lavorerà il management da qui a fine anno. Il giudizio di Banca d'Italia sarà, quindi, complessivo. Comunque, in base alle dichiarazioni del presidente di Bpm Massimo Ponzellini, la proposta dell'incremento delle deleghe potrebbe tornare sul tavolo delle trattative con i sindacati proprio nell'ambito della revisione della governance. Da qui a settembre, poi, il cda procederà a cooptare un consigliere in sostituzione di Debenedetti. Sono già in agenda tre convocazioni del board, 5 e 22 luglio e fine agosto, che potrebbero essere l'occasione per reintegrare il cda. Debenedetti era espressione della lista di Piero Lonardi, Comitato soci non dipendenti di Bpm, ma più nello specifico era stato indicato da Assogestioni. Resta da vedere se ora sarà quest'ultima a esprimere un nuovo consigliere.

 

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