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Bpm, tavolo con Bce per la governance

Aprirà a gennaio il cantiere di Bpm sulla riforma della governance. E per procedere alle modifiche, avverte il consigliere delegato di Piazza Meda Giuseppe Castagna, ogni passo sarà concordato con la Banca centrale europea. «Dall’anno prossimo inizieremo, penso da gennaio, a lavorare con la Bce per capire che esigenze abbia in tema di governance per tutte le popolari non solo per Banca Popolare di Milano».
Sul tavolo del board della banca lombarda c’è infatti l’assottigliamento del numero di componenti del Consiglio di Sorveglianza. Nelle intenzioni della banca, la riforma – che è stata bocciata a dicembre 2013 in maniera inaspettata – sarà portata al voto dell’assemblea ad aprile 2015 ed entrerà in vigore nel 2016.
Parlando a margine di una presentazione a Milano, Castagna è intervenuto anche sulla recente nascita di numerose associazioni di soci Bpm: associazioni di cui, ha detto il manager, non conosce «il programma e nemmeno l’efficacia giuridica». E proprio a proposito dell’ipotesi del lancio di una fondazione che avrebbe il supporto di alcuni sindacati bancari nazionali, Castagna ha subito messo le mani avanti. La banca ha funzionato «benissimo quest’anno senza che ci fosse nessuno che parlava di governance, fondazioni e associazioni». Anzi. Di queste ultime, «penso dovrei essere un interlocutore e invece non lo sono, leggo sui giornali». Quanto alla Banca popolare di Milano e alla sua futura governance, «mi auguro – continua – di poter continuare così per portare all’assemblea una proposta corretta in linea con i nostri programmi di sviluppo. Se qualcuna di queste associazioni è in linea con noi ci fa molto piacere». Il dialogo rimane tuttavia aperto a tutti le parti in campo. «Se ci vengono a parlare e ci raccontano che idee hanno parliamo con piacere con tutti», è stato il commento del consigliere delegato.
Castagna è intervenuto inoltre anche su altri due temi di stretta attualità. Il primo era quello delle delucidazioni richieste dalla Bce sulle intenzioni delle diverse banche nel trattare gli extra-accantonamenti emersi nel corso dell’Aqr, tema a proposito del quale il manager ha detto che la banca è a posto. Il secondo era invece quello della partecipazione alla seconda tranche dell’asta Tltro della Bce, alla quale Bpm ha attinto 1,5 miliardi che saranno girati all’economia reale. Per la banca si è trattato della «prima volta ed ultima occasione», ha detto Castagna, visto che l’istituto non aveva partecipato all’appuntamento di settembre. «Siamo pronti a finanziare i clienti che ne hanno necessità». Infine, una battuta anche sull’ipotesi dell’acquisto di titoli di Stato da parte della Bce, il cosiddetto quantitative easing, che non è escluso possa partire anche nel primo trimestre del 2015. «Un’ottima notizia» ha concluso Castagna ma senza le riforme «aggiungerebbe poco» alla situazione attuale del credito.

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