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Bpm, sulle deleghe scontro in assemblea

di Sergio Bocconi

MILANO— Lo aveva anticipato l’Associazione amici della Bpm, il «nocciolo duro» della banca costituito dai soci dipendenti che esprime la maggioranza del consiglio. E ieri lo hanno confermato le sigle sindacali Fabi, Fiba, Fisac e Uilca: sabato, nel corso dell’assemblea straordinaria chiamata ad approvare l’aumento di capitale fino a 1,2 miliardi, inviteranno a votare contro l’aumento delle deleghe da tre a cinque, «sollecitato» dalla Banca d’Italia. I sindacati delineano una Bpm sotto «un attacco senza precedenti. «L’ennesima conferma» verrebbe dagli articoli recenti su offerte da parte di Bnp Paribas, smentite dalla Popolare di Milano (mentre ieri è stata la Bper a escludere che con la banca milanese siano allo studio operazioni straordinarie). Perciò i sindacati si dicono convinti «della necessità di partecipare in massa alla assemblea del 25 giugno, dando un grande segnale di appartenenza e difesa al nostro modello unico di cooperativa» . Come? Appunto «esercitando un voto convinto all’ipotesi di modifica dell’articolo 13» , relativo all’incremento delle deleghe, in linea con il «disaccordo » già espresso dall’Associazione amici della Bpm. Atti politici che non è chiaro a quali conseguenze possano portare. L’aumento delle deleghe, che di fatto diluisce il peso dei soci dipendenti che per legge non possono riceverne, è stato approvato dal consiglio della Milano, che in maggioranza è espressione di chi in assemblea lo andrà a bocciare. Quali «segnali» verranno da Bankitalia, che nei suoi rilievi ispettivi ha indicato un deficit di governance (ruolo dei sindacati compreso) ed efficienza che «costa» in sostanza alla Popolare di Milano 130 punti base di core tier 1? Interrogativi che difficilmente rimarranno estranei all’esecutivo di oggi, in programma in vista appunto dell’imminente assemblea. Intanto la Bpm, che in seguito alla fuga di notizie sui rilievi di Via Nazionale ha già presentato un esposto, trasmesso ora alla Procura di Milano, comunica di aver dato mandato ai legali per iniziative giudiziarie in relazione ad articoli recenti e di valutarne altre. E in Borsa il titolo ha registrato una caduta del 7,39%. Uno scivolone che sicuramente va letto considerando il boom di venerdì scorso, quando le azioni della Bpm hanno guadagnato il 21%circa sulla scia delle voci (pur appunto smentite) di un interesse da parte di Bnp. Rialzo che tuttavia aveva interrotto una lunga serie negativa in Borsa: le azioni della Popolare nel giro di un mese avevano perso oltre il 30%. Ed è in questo clima che la banca sabato va ad approvare il maxi aumento imposto da Bankitalia dopo che il consiglio aveva già bocciato una ricapitalizzazione da 600 milioni proposta dal presidente Massimo Ponzellini. I soci parteciperanno in massa? Sicuramente. Così come è certo non sarà un’assemblea tranquilla.

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