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Bpm, sul voto a distanza la sfida vertici-sindacato

Andrea Bonomi e Piero Montani stringono la presa su Bpm. A dieci giorni dall’assemblea che insieme al bilancio dovrà approvare l’introduzione del voto in remoto, il presidente e il consigliere delegato di Piazza Meda hanno scritto ai dipendenti per chiedere sostegno al piano di trasformazione in «spa», con cui intendono rilanciare «in chiave di trasparenza ed equilibrio l’azione della banca».
I manager ricordano che dal loro arrivo, un anno e mezzo fa, sono state create «le fondamenta di un istituto moderno. Vogliamo che diventi la migliore banca di territorio italiana». Il percorso è avviato. Ora «dobbiamo renderlo stabile» scrivono i due manager. Bonomi ha assicurato che non lascerà Piazza Meda: «Sono impegnato a portare la Bpm in una situazione solida. Il consiglio è impegnato in questo lavoro, nessuno vuole mollare prima di aver finito» ha spiegato. Quanto a Investindustrial, il fondo con cui è entrato in Bpm, «non so cosa farà ma la mia intenzione è che la banca rimanga con un azionariato diffuso». Di Investindustrial sul mercato si è parlato anche in relazione a un possibile impegno in Rcs MediaGroup, di cui Bonomi è consigliere, e così ieri ha colto l’occasione per chiarire che «in futuro mai dire mai», ma «ora non la stiamo guardando. Non vogliamo avere conflitti».
Il focus è tutto sulla Bpm e sul progetto di «spa ibrida». I passaggi chiave sono due: la trasformazione della cooperativa e l’aumento di capitale da 500 milioni, i temi dell’assemblea del 22 giugno. Le risorse serviranno per rimborsare i Tremonti Bond, «è una questione d’onore» per Bonomi. Nella lettera i due manager si soffermano anche sull’opportunità di adottare il sistema di voto a distanza per rendere Bpm «una casa di vetro»: già dalle prossime assemblee «ove non palese» il voto «dovrà comunque essere tracciabile». Quello in remoto lo è e sarà probabilmente decisivo all’assemblea di giugno per sterilizzare l’influenza dei sindacati. Bonomi è fiducioso sull’appoggio dei dipendenti: «Sono sicuro che riusciremo a fare insieme anche questo passaggio» ha detto il presidente «se loro vogliono mettere la Bpm al centro di una battaglia ideologica mi sembra sbagliato. Noi non lo vogliamo».
In Piazza Meda la fronda però si sta organizzando. Secondo indiscrezioni sarebbe partito un giro di mail tra i dipendenti per chiedere di bocciare il voto a distanza. Ieri il segretario generale della Fiba-Cisl, Giuseppe Gallo, ha dato indicazioni perché i dipendenti Bpm «votino contro la trasformazione in spa». In serata, infine, il consigliere di sorveglianza Giovanni Bianchini (indipendente nominato nella lista Amici della Bpm) ha rassegnato le dimissioni contestando il bilancio 2012.

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