Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bpm, sindacati in allerta

Si annuncia ad alta tensione l’assemblea della Banca popolare di Milano, convocata sabato per approvare la fusione con il Banco popolare. Tanto che il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, ha detto che «sarebbe corretta la presenza della Consob e di Bankitalia per vigilare sulla regolarità dell’assemblea»: anche se la loro partecipazione ai lavori è più che altro «un auspicio». Non solo. «In caso di forzature non esiteremo a coinvolgere la stessa magistratura», ha sottolineato il sindacalista, spiegando le ragioni del sì al matrimonio.

L’attenzione è puntata su Nicola Rossi, il presidente del consiglio di sorveglianza della Bpm che dovrà dirigere i lavori assembleari per i quali è stato superato il tetto delle 12 mila richieste. «Dovrà comportarsi in modo super partes», ha aggiunto Sileoni, «e alla prima situazione che ci possa sembrare illegale ci rivolgeremo alla magistratura». Ha rincarato la dose il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, secondo il quale «la posizione attuale di Rossi non è coerente né con la sua storia, né per il percorso che ha compiuto per arrivare qui».

Megale si è espresso con decisione a favore dell’aggregazione con il Banco: un’operazione che tutelerebbe i dipendenti, i clienti, il futuro stesso dei due istituti e che, in generale, darebbe un segnale importante all’intero sistema bancario italiano in un momento di difficoltà: «I sindacati del credito, uniti, senza se e senza ma, sono a sostegno» delle nozze fra i due istituti.

Gli ha fatto eco Sileoni, osservando che dall’unione delle due banche nasce il terzo gruppo bancario italiano. Se invece in assemblea dovesse prevalere il no, «la trasformazione in spa avverrebbe comunque» e la dimensione più ridotta farebbe in modo la banca sia «più facilmente scalabile da parte di fondi internazionali spregiudicati, che potrebbero creare problemi occupazionali». Per questo le associazioni dei pensionati, contrarie all’integrazione, «sono irresponsabili: stanno giocando sulla pelle degli altri, ma loro passano mentre i sindacati restano».

Un concetto ribadito da Massimo Masi, segretario generale della Uilca: «Il nostro è un giudizio positivo alla fusione perché tutela l’occupazione: all’assemblea di sabato i lavoratori avranno una grande responsabilità, perché non voteranno solo sulla fusione ma per la stabilità dell’intero sistema bancario».

Intanto l’Ivass, l’authority delle compagnie assicurative, ha dato via libera alla fusione Bpm-Banco.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un anno dopo aver scosso Wall Street mettendo le politiche a tutela dell’ambiente al centro del ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Proprio nel giorno delle dimissioni del governo Conte dagli ambienti finanziari trapela con determin...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il Cr7 dei banchieri ha vinto, come nelle previsioni, la corsa per la poltrona più alta d...

Oggi sulla stampa