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Bpm rimborsa i Tremonti bond

Dopo le turbolenze dei giorni scorsi, una buona notizia (per quanto attesa): Banca d’Italia ha dato il via libera al rimborso dei Tremonti bond alla Banca Popolare di Milano, che così nelle prossime ore potrà restituire al Tesoro i 500 milioni ricevuti nell’estate 2009.
La notizia, diffusa ieri in mattinata con una nota della banca, ha sostenuto il titolo a Piazza affari, in una giornata comunque positiva per i bancari. Nei primi trenta minuti di contrattazioni, Bpm saliva del 3,89% a 0,3283 euro con oltre 11 milioni di pezzi trattati nelle prime battute (55 milioni la media dell’ultimo mese), poi ha chiuso la giornata a +2,63%, a quota 0,32 euro. La timida ripresa di ieri segna la prima inversione di tendenza dopo una raffica di sedute contraddistinte da violenti ribassi, accelerati dall’esito dell’assemblea di sabato, poco apprezzato dal mercato.
Nel dettaglio, il rimborso dei Tremonti bond, come spiegato proprio sabato, consentirà a Piazza Meda di risparmiare almeno 50 milioni, tra «mancato incremento del valore di rimborso» e il risparmio delle cedole da conferire al Mef nel caso in cui la banca riesca a ritrovare la strada dell’utile e quindi del dividendo. La copertura del rimborso arriverà tra qualche mese con il lancio dell’aumento di capitale da mezzo miliardo deciso sabato in assemblea, ma intanto l’esborso avverrà tramite le disponibilità di cassa, con un impatto negativo – temporaneo – di 116 punti base sui ratio patrimoniali.
Chiusa l’operazione Tremonti bond, l’agenda di Piazza Meda resta comunque fitta. Entro il primo luglio, si apprende, il Consiglio di Sorveglianza dovrà infatti rispondere alla lettera inviata nei giorni scorsi dalla Consob, una missiva in cui l’Autohority chiede chiarimenti sullo svolgimento dell’assemblea di sabato. Nel dettaglio, sarebbero tre le questioni sollevate: la Consob, che in assemblea ha inviato due osservatori, avrebbe chiesto conferma della tracciabilità del voto e, in più, di poterne visualizzare la tracciatura. In pratica, l’Authority vuole sapere non solo com’è andata la votazione, ma anche chi tra i soci ha votato e per quale candidato; terza questione, la presunta lettera con cui il consigliere Roberto Fusilli – che alla fine ha ottenuto 48 voti – avrebbe chiesto di ritirare la propria candidatura alla presidenza, dicendosi non più disponibile; considerato che la vittoria di Giuseppe Coppini è avvenuta con 954 voti, 51 in più di Piero Lonardi, il pacchetto di Fusilli avrebbe potuto essere quasi decisivo, benché non determinante. Lavoro da notaio, comunque, cui toccherà rendere conto alla Consob di quanto avvenuto nei padiglioni di Fiera Milano.
Chiusa la partita con la Consob, si aprirà poi quella con Banca d’Italia, che nei prossimi giorni si presenterà in Piazza Meda per leggere l’esito dell’ispezione dei mesi scorsi. In teoria, i funzionari di Via Nazionale hanno tempo fino a metà agosto, ma si prevede che l’incontro avvenga durante una delle riunioni del consiglio di gestione in agenda per luglio: non la prima, comunque, già fissata per martedì prossimo.

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