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Bpm punta alla Spa «innovativa»

Il progetto di mettere mano alla governance della Banca Popolare di Milano, con l’obiettivo di trasformare l’istituto di Piazza Meda in una società per azioni, non è solo più un ragionamento teorico ma un processo concreto: ieri, come anticipato da Il Sole 24 Ore, il dossier è stato esaminato per la prima volta dai consigli, che hanno dato formalmente avvio al processo di riassetto, e la Borsa ha nuovamente dimostrato di apprezzare, con il titolo che ha chiuso la giornata a 0,57 euro (+6,74%).
Due le tappe di ieri. Prima il consiglio di gestione ha «deliberato di dare avvio a tutte le analisi e approfondimenti utili a definire gli aspetti operativi di un progetto che consenta alla banca di completare il proprio percorso di cambiamento tramite la trasformazione in una società per azioni innovativa, che preservi i principi della cooperazione e mutualità», come si legge in un comunicato. Successivamente, il presidente del cdg, Andrea C. Bonomi e il consigliere delegato Piero Montani hanno presentato il progetto al consiglio di sorveglianza, che «ha deliberato di procedere su un percorso comune di approfondimento», quindi – di fatto – ha dato un primo via libera ad andare avanti. Quanto ai tempi, il cdg «ha manifestato l’auspicio che si possa procedere agli approfondimenti utili a convocare entro l’estate l’assemblea dei soci della banca per deliberare in relazione alle proposte che verranno elaborate, avendo cura del dialogo con tutti gli stakeholder coinvolti».
Sono tre gli «elementi principali» della Spa innovativa cui punta Bpm. Il primo punto é la «compartecipazione dei dipendenti ai risultati della banca», attraverso «l’assegnazione gratuita di azioni rappresentative di una partecipazione rilevante, che consenta ai dipendenti di divenire, complessivamente, il primo azionista della banca», con una quota che – in base a quanto trapelato nei giorni scorsi – dovrebbe essere vicina al 10%; al tempo stesso, però, «sarebbe prevista l’eliminazione della previsione statutaria dell’articolo 60, che riserva il 5% dell’utile lordo ai dipendenti in servizio». In secondo luogo il progetto prevede la «mutualità», da attuare mediante la costituzione di una Fondazione Bpm, «che presti servizi socio-assistenziali alle famiglie dei dipendenti ed ex». Il progetto ipotizza che la Fondazione Bpm riceva dalla banca una dotazione patrimoniale iniziale, «avendo inoltre il diritto di ricevere dalla banca stessa un contributo annuale», e ad essa sarebbe riservato il diritto di nominare alcuni componenti del consiglio di sorveglianza. Il terzo punto é quello della governance, che da una parte punta «alla trasformazione della banca in società per azioni, e dall’altra prevede la riduzione del numero dei consiglieri del consiglio di sorveglianza e l’innalzamento del numero dei componenti del consiglio di gestione.
Come si accennava, la prospettiva della trasformazione da cooperativa in Spa ha continuato a spingere il titolo, che ieri ha chiuso a +6,74% a 0,57 euro, maglia rosa a Piazza affari per il secondo giorno consecutivo ; sempre ieri, a Milano sono passati di mano oltre 146 milioni di pezzi ovvero più del doppio rispetto alla media dell’ultimo mese. Da inizio anno, da quando cioè si è iniziato a ragionare della possibile revisione della governance del gruppo, il progresso è del 27,8 per cento.

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