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Bpm pronta a integrare Cral e Banca di Legnano

di Monica D'Ascenzo

La Banca Popolare di Milano marcia a pieno ritmo nella direzione indicata da Banca d'Italia. Ieri un nuovo tassello è stato aggiunto ai cambiamenti in atto. L'istituto guidato da Massimo Ponzellini ha annunciato di aver siglato con la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria «i punti essenziali di un accordo che, nel rispetto dei rapporti di reciproca collaborazione, consenta alla Bipiemme di poter attuare operazioni aventi a oggetto la Cassa di Risparmio di Alessandria, compresa la fusione della stessa nella Banca di Legnano». L'intesa è il primo passo nel processo di razionalizzazione e semplificazione del gruppo, che sarà parte integrante del nuovo piano industriale cui l'istituto sta lavorando. E proprio per accelerare nella definizione del piano, Bpm ha convocato una riunione straordinaria del board il 19 luglio, che si aggiunge a quella già in programma il 26, come riportato da Radiocor.

Tornando all'accordo, la Fondazione Cral, presieduta da Pier Angelo Taverna, cederà a Bpm alcuni asset, tra cui l'immobile storicamente occupato dalla Cral. L'intesa prevede poi alcune «pattuizioni di governance relative al gruppo Bipiemme» e in particolare alla Fondazione Cral potrebbe essere riconosciuta la prerogativa di indicare il nome del vicepresidente del nuovo istituto che nascerà dalla fusione con la Banca di Legnano. Inoltre, oltre a una rappresentanza nel board di Bpm e di Banca Akros, viene riconosciuto alla Fondazione di Alessandria di nominare, in alternanza con la Banca di Legnano, un membro del consiglio della Cassa di Risparmio di Asti.

Alla Fondazione verrà, poi, corrisposto l'importo di 48 milioni da parte di Bpm, di cui circa 27 milioni per l'acquisto dell'immobile mentre altri 19 milioni saranno riconosciuti a titolo di «premio di maggioranza» e cioè a fronte della libertà di decidere la futura strategia dell'istituto. La Fondazione avrà inoltre un'opzione call, esercitabile entro 36 mesi dal perfezionamento della fusione tra la Cassa di Alessandria e la Banca di Legnano, per salire fino al 5,5% del capitale dell'istituto che nascerà dall'aggregazione. Fra i dettagli ancora da definire c'è la quota che la Fondazione deterrà nella nuova banca, dopo aver conferito il 20% che attualmente controlla in Cral. I periti stanno lavorando per arrivare al concambio. La quota dovrebbe aggirarsi attorno al 3-4% del capitale sociale del nuovo istituto, che sarà partecipato da Bpm e da Credit Mutuel in percentuali ancora da definire.

«Nel complesso un'operazione che tiene conto delle indicazioni della Banca d'Italia, rilancia la banca del territorio, salvaguarda i livelli occupazionali della Cassa di Risparmio di Alessandria, salva il marchio storico, razionalizza le partecipazioni della Fondazione, mettendo la stessa in condizione di continuare anche in futuro a mantenere i livelli di erogazione degli anni passati», si legge in una nota della Fondazione di Alessandria.

Ieri a Piazza Affari, intanto, il titolo di Bpm è tornato a perdere terreno. Le azioni hanno chiuso le contrattazioni in flessione del 4,2% terminando a 1,71 euro, dopo il rialzo del 2,1% di lunedì.

 

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