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Bpm, Ponzellini riprova l’aumento

di Sergio Bocconi

MILANO— Il presidente della Bpm, Massimo Ponzellini, martedì prossimo al consiglio riproverà con ogni probabilità a far approvare l’aumento di capitale. E questa volta avrà un arma in più: la lettera del Governatore Mario Draghi che ha chiesto il rafforzamento patrimoniale della banca popolare. Ponzellini, il direttore generale Fiorenzo Dalu e il condirettore Enzo Chiesa lavoreranno anche nel weekend per mettere a punto la nuova proposta corredata dal piano industriale che, rispetto alla precedente versione, dovrebbe assorbire alcune delle critiche (anche pesanti) presenti nella relazione di Bankitalia al termine dell’ispezione. La moral suasion di Via Nazionale del resto non di consueto si manifesta in lettere come quella indirizza alla Popolare di Milano per «spingerla» a fare il passo della ricapitalizzazione respinta nelle settimane scorse dal consiglio: il 29 marzo il board della Milano ha bocciato (con 13 no su 18 amministratori) il progetto di aumento di capitale da 600 milioni. Ponzellini in quella occasione aveva insistito sulla necessità del rafforzamento patrimoniale e aveva messo sull’avviso che ben difficilmente di fronte a un alt non sarebbero arrivate sollecitazioni. Che infatti sono pervenute via lettera ufficiale firmata Draghi. Il presidente della banca dunque martedì ai consiglieri «riluttanti» (per motivi più che altro legati alla salvaguardia del «nocciolo » che fa capo ai sindacati peraltro oggi divisi) con ogni probabilità riproporrà l’operazione. Che, con gli aggiustamenti in relazione anche alla ponderazione di alcuni rischi come «suggerito» da Bankitalia, potrebbe presentarsi superiore a quella già ipotizzata, sebbene non di molto. Il board dovrà poi presentare la proposta approvata all’assemblea straordinaria che potrebbe tenersi qualche settimana dopo quella ordinaria sul bilancio già convocata per fine aprile. L’obiettivo è portare il core tier 1, oggi al 7,1%, intorno al 7,9-8%. Nel frattempo in Bpm (che ieri in Borsa ha perso il 2,7%) sembrano rafforzarsi gli azionisti francesi. Secondo Radiocor nel progetto di bilancio 2010 spunta Société Genéralé (Paris), che alla fine dello scorso esercizio controllava il 4,3%. La relazione del collegio sindacale su governo societario e assetti proprietari segnala che il dato è «aggiornato al dividendo dell’esercizio 2009» ed è stata «effettuata contestazione ex articolo 30 del Tub» , che limita allo 0,5%del capitale il possesso azionario nelle banche cooperative. La partecipazione non è stata segnalata alla Consob, alla quale infatti non risulta. Potrebbe trattarsi di un «passaggio» in vista del dividendo e ora la presenza di Socgen potrebbe essere ben diversa, teoricamente anche azzerata. Primo socio resta il Mutuel con il 4,99%.

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