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Bpm, più patrimonio per 750 milioni

Dopo tre anni di penalizzazione la Bpm torna ad avere piena disponibilità del proprio patrimonio, recuperando 750 milioni di euro finora di fatto congelati. È l’effetto della decisione di ieri della Banca d’Italia — che era attesa, dopo le manifestazioni di fiducia da parte dell’amministratore delegato di Bpm, Giuseppe Castagna, anche se non era noto quando sarebbe arrivata — di rimuovere i cuscinetti di maggiore riserva patrimoniale (cosiddetti «add-on») imposti all’istituto milanese in seguito alle ispezioni del 2010-2011. Si trattava di una penalità che la banca aveva subito per i rilievi negativi della Vigilanza sulla gestione dei crediti dell’istituto, in particolare i finanziamenti al settore immobiliare soprattutto durante la presidenza di Massimo Ponzellini. Il lavoro di pulizia dei bilanci e di sistemazione delle procedure interne ha ora portato i suoi frutti. E la Borsa ha immediatamente salutato la buona notizia con un rialzo del 6,1% a 0,68 euro per azione.
Il nuovo apporto di capitale sarà conteggiato a partire dal 30 giugno, ha spiegato l’istituto, ricordando che si tratta della conclusione di un «percorso di rilancio» avviato dal precedessore di Castagna, Piero Luigi Montani (ora in Carige) «che ha portato da ultimo al pieno successo dell’aumento di capitale per 500 milioni». Secondo quanto aveva spiegato Castagna in un’intervista al Corriere della Sera , gli add-on «equivalgono a circa 750 milioni. Se li togliamo è come se avessimo fatto un aumento da 1,25 miliardi». Secondo i calcoli di Bpm il patrimonio (common equity tier 1 ratio) è salito dal 7,30% all’11% circa con l’aumento di maggio, la cancellazione degli add-on e la cessione parziale della quota in Anima Holding. Il banchiere, arrivato alla guida di Bpm lo scorso gennaio, è tornato a parlare dell’aumento di capitale che ha visto l’ingresso di «parecchi fondi», dicendosi «confortato» dal fatto che Raffaele Mincione, primo azionista con il 5,7% attraverso il fondo Athena, «abbia scelto comunque di rimanere», pur diluendosi dal precedente 7%. Sempre ieri Bpm ha prorogato fino al 31 dicembre 2015 il patto di sindacato con la Fondazione Cr Alessandria del 2011, senza clausole di rinnovo automatico.

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