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Bpm, missione di Giarda in Banca d’Italia

È partita ufficialmente la corsa per la guida della Bpm. Nella notte tra lunedì e martedì sono state depositate le liste per l’assemblea in programma il 21 dicembre che dovrà nominare il nuovo consiglio di sorveglianza. Sulla carta Dino Piero Giarda appare in vantaggio grazie al sostegno compatto dei sindacati Uilca, Fisac, Fiba, Fabi e della Assopensionati Bpm. Ma anche grazie al passo indietro di Lamberto Dini, che ha spianato a Giarda la strada per Piazza Meda. Se non fosse per la mossa a sorpresa dei soci non dipendenti guidati da Piero Lonardi, che hanno deciso di sfidare l’ex ministro con una lista di 16 nomi che punta alla maggioranza del consiglio di sorveglianza.
Una sfida inedita, oltre che inattesa, il cui esito è tutt’altro che scontato. Lonardi, attuale consigliere di sorveglianza di Bpm, conosce bene Piazza Meda dove ha sponde piuttosto robuste. Che appaiono ancora più robuste dopo la scelta di «apparentamento» dei soci non dipendenti con gli ex Amici della Bipiemme, lo storico governo ombra della banca messo in liquidazione dopo essere finito nelle maglie di Consob, Bankitalia e Procura. Il commissario liquidatore, Flavia Daunia Minutillo, è al numero quattro della lista di Lonardi, preceduta dal socio di studio Ezio Maria Simonelli, il fiscalista milanese grande conoscitore degli equilibri di Piazza Meda, che sedeva nel consiglio di sorveglianza di Bpm e attualmente guida i sindaci della Lega Calcio. In lista insieme a Minutillo ci sono anche altri consiglieri in carica di Bpm come Guido Castoldi e Maria Luisa Mosconi. Anche il candidato Claudio Danielon è un nome non nuovo in Piazza Meda, di cui è stato consigliere.
Uno dei posti riservato alle quote rosa è andato invece Maria Lucia Candida, direttore generale dell’Istituto di credito sportivo che guida la pattuglia dei «professionisti» della lista formata dai commercialisti Emilio Luigi Cherubini, Ezio Maria Reggiani, Paolo Saltarelli e Luigi Reale, gli accademici Alberto Banfi e Gabriele Caiati e i manager Giovanni Massimello e Giuseppe Manganelli. Capolista è Lonardi seguito da Roberto Fusilli.
Si è chiamato fuori dalla sfida Andrea Bonomi, che con la Investindustrial punta ai due posti riservati ai fondi. Dunque la sfida sarà tra Giarda e Lonardi, che rischiano però di contare sullo stesso serbatoio di voti. Oggi l’ex ministro incontrerà i candidati e domani dovrebbe recarsi in Banca d’Italia. Di certo i soci non dipendenti hanno sparigliato la mano puntando a conquistare la sorveglianza, che gli darebbe gioco facile nella successiva nomina del consiglio di gestione, che è la vera stanza dei bottoni. I nomi in lista sono «pesanti» per il mondo che gravita attorno alla Bpm. Non a caso, ora che sono state scoperte tutte le carte, dentro Piazza Meda le posizioni sui candidati sembrano meno nette.

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