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Bpm dà l’addio al patto con Cattolica Più vicino l’approdo su Bper-Unipol

Banco Bpm esercita l’opzione di acquisto del 65% detenuto da Cattolica nel capitale delle joint venture Vera Vita e Vera Assicurazioni. Dopo mesi di indiscrezioni, sulla scia dei rumors che vedono sempre più salda una possibile alleanza con Unipol in vista di un merger con Bper, piazza Meda passa dunque ai fatti e avvia la strategia di separazione, che potrebbe però portare a un contenzioso, visto che Cattolica si oppone.

Alla base della decisione di Banco Bpm ci sarebbe una generale insoddisfazione sull’andamento della partnership con il gruppo veronese, ma soprattutto la mancata chiarezza sulle conseguenze dell’ingresso di Assicurazioni Generali come nuovo primo azionista di Cattolica. A denunciarlo è stato lo stesso istituto guidato da Giuseppe Castagna, che in una nota spiega che l’esecuzione, lo scorso 23 ottobre, dell’operazione tra Generali e Cattolica, annunciata il 25 giugno, porta a ritenere «che ci sia stato un cambio di controllo su Cattolica e pertanto dà titolo a Banco Bpm a esercitare l’opzione di acquisto della quota detenuta da Cattolica nelle joint venture».

Banco Bpm precisa «di non avere avuto accesso, nonostante ripetute richieste formulate a Cattolica, alla documentazione relativa all’ingresso di Generali nel capitale di Cattolica e ai connessi accordi industriali». Il diritto ad acquistare le partecipazioni (pari al 65%) di Cattolica nelle jv – viene ricordato dal Banco – è stato attribuito nell’ambito del patto sottoscritto a marzo del 2018 al ricorrere, tra gli altri, del cambio del controllo di Cattolica: evento che, di fatto, si starebbe verificando con l’ingresso di Generali.

Da parte sua, Cattolica ha annunciato che la mossa di Banco Bpm è «senza alcun fondamento» e contesta che in base al patto (sottoscritto dal precedente management) si sia verificato un cambio di controllo. Il gruppo veronese si trasformerà in Spa il prossimo anno (dal primo aprile 2021), ma al momento è ancora una cooperativa. E anche con la trasformazione in Spa, secondo la posizione di Cattolica, Generali non eserciterà alcun controllo.

Dal punto di vista economico, l’acquisto del 65% delle jv è stato calcolato dal Banco in circa 335,7 milioni, in base al patto stesso. Le stesse quote erano state cedute tre anni fa per 853,4 milioni: quindi con una minusvalenza teorica di 377 milioni per Cattolica. La partnership con quest’ultima riguarda la rete ex Banco Popolare e nel 2021 è in scadenza anche l’alleanza con Covea sugli sportelli ex Bpm.

Il prossimo anno, così, Banco Bpm potrà avere mani libere per la ricerca di un nuovo partner bancassicurativo. Partner che, se si concretizzasse l’ipotesi di aggregazione con Bper, sarebbe facile individuare appunto in Unipol, primo azionista dell’istituto modenese.

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