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Bpm, la multa della Consob agli Amici

MILANO — Alla fine è stata messa in liquidazione. Ma prima che il sole tramonti definitivamente, l’Associazione Amici della Bipiemme deve saldare vecchie pendenze. La Banca d’Italia ha presentato un conto da 600 mila euro a dicembre dell’anno scorso, per le pesanti ingerenze degli Amici sulla gestione della banca prima dell’arrivo di Andrea Bonomi e Piero Montani. Adesso è arrivato anche il conto della Consob che ha multato gli ex vertici dell’Associazione per complessivi 570 mila euro (19 soggetti sanzionati per 30 mila euro ciascuno). Il verbale è stato trasmesso pochi giorni fa a Piazza Meda e ricalca grosso modo l’analogo provvedimento della Banca d’Italia emesso al termine di un’ispezione da cui poi ha preso spunto l’azione di Giuseppe Vegas.

Anche se sulla carta si trattava semplicemente di un’associazione di piccoli azionisti, il «parlamentino» di Piazza Meda in realtà perseguiva finalità «differenti» da quelle «indicate nel proprio statuto» arrivando fino all’«improprio coinvolgimento nelle scelte gestionali, con conseguente condizionamento della funzionalità degli organi» della popolare milanese, scrive la Consob, che nel verbale pone l’accento anche sul documento del 2010 «Promozioni politici» in cui gli Amici avevano codificato le regole per gli avanzamenti di carriera dei membri dell’associazione (dall’indagine è emerso che il 90% dei promossi erano Amici).

Dal punto di vista strettamente giuridico il problema è la mancata pubblicazione dell’accordo parasociale (questo era l’Associazione) «avente per oggetto o per effetto l’esercizio anche congiunto di un’influenza dominante». È quello che risulta dall’indagine e che è confermato, secondo la Consob, dal voto dell’assemblea del giugno 2011 in cui era stata bocciata la richiesta di aumentare il numero delle deleghe per i soci non dipendenti. Un episodio che evidenzia il vero ruolo dell’Associazione, che è andato oltre la funzione consultiva prevista dallo Statuto e, scrive la Consob «si è indirizzata a soddisfare esigenze diverse e ultronee».

Per «la mancata pubblicazione del patto parasociale» e per «le modalità con le quali è stata posta in essere la condotta ascritta alle parti» e «il carattere doloso del comportamento violativo accertato», l’ex presidente dell’associazione, Alessandro Dall’Asta, l’intero direttivo degli Amici e i componenti il comitato di controllo e garanzia, sono stati quindi multati per 30 mila euro ciascuno e l’Associazione per complessivi 570 mila euro «in qualità di responsabile in solido».

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