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Bpm, ispezione Bankitalia sui sindacati

di Federico De Rosa

MILANO — La Banca d'Italia stringe il cerchio attorno alla Bpm. L'approvazione del nuovo statuto, arrivata dopo nove ore di consiglio, non pare sia servita ad allentare le tensioni con Palazzo Koch. Al quale spetta l'ultima parola sullo schema di governance duale. Il presidente dell'istituto milanese, Massimo Ponzellini, si è mostrato fiducioso: «Ci siamo impegnati al massimo — ha detto ieri a margine di un convegno — e pensiamo di sì», di aver rispettato le indicazioni della Banca d'Italia che «in questo momento sono quelle da seguire».

L'attenzione della Vigilanza si è spostata però su un altro fronte. Alla fine della scorsa settimana il vicedirettore generale dell'istituto centrale, Anna Maria Tarantola, ha inviato di nuovo gli ispettori in Piazza Meda per una verifica mirata. Starebbero controllando se esistono o meno legami tra chi gestisce la banca e gli Amici della Bipiemme, l'associazione espressione dei sindacati interni che nomina la maggioranza in consiglio e manterrà questo diritto anche sul nuovo consiglio di sorveglianza. Se dovesse emergere un collegamento tale da pregiudicare la gestione sana e prudente di Bpm, Bankitalia potrebbe sospendere il voto dell'Associazione alla prossima assemblea che dovrà approvare lo statuto e procedere alla nomina del consiglio di sorveglianza. Un eventuale congelamento, al momento solo teorico, rimetterebbe in discussione gli equilibri previsti dalla nuova governance duale, visto che l'azionista che di solito presenta la lista di maggioranza non potrebbe votare.

Dall'esterno il legame sembrerebbe acclarato, ma una cosa sono le sensazioni, altra le regole e i comportamenti a cui fa riferimento il lavoro degli ispettori di Palazzo Koch. Certo, il documento riservato firmato dai referenti in Bpm di Fabi, Fiba, Fisac e Uilca, che fissa le regole per creare una corsia preferenziale nelle nomine e nelle promozioni per gli associati Amici della Bipiemme non aiuta. E lo stesso potrebbe valere per l'intesa siglata con Andrea Bonomi di Investindustrial per la spartizione delle poltrone nei nuovi consigli di sorveglianza e di gestione. Ieri i sindacati nazionali dei bancari hanno sconfessato quegli accordi. Uno dei firmatari, Franco Filettini, segretario della Fiba-Cisl in Bpm, è stato anche «dimissionato». La segretaria nazionale ha denunciato la «peggiore cultura corporativa incompatibile con i valori di eguaglianza e le politiche di unità solidale del lavoro della Cisl», che resisterebbe in Bpm oltre alla «pretesa di autonomia feudale». La Fabi si è mossa nella stessa direzione annunciando che la prossima settimana il comitato direttivo centrale valuterà il comportamento dei propri dirigenti sindacali in Bpm e prenderà una posizione chiara sulla vicenda per mettere fine al «quotidiano “teatrino degli orrori”». Più morbide Uilca e Fisac, che si sono limitate a condannare «qualsiasi tipo di lottizzazione e pratica equivoca», ovvero «la logica spartitoria delle poltrone» in Piazza Meda. L'accordo sulle nomine a questo punto è in bilico. Se poi dovesse arrivare la sospensione dei voti degli Amici alla prossima assemblea lo scenario potrebbe cambiare al punto che le minoranze acquisirebbero un peso determinante nelle nomine. Sempre che l'esito dell'ispezione in corso a Piazza Meda non induca la Banca d'Italia a prendere provvedimenti più radicali.

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