Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bpm in assemblea per la resa dei conti

MILANO — Come al solito alla Bpm, la battaglia è stata feroce. Il consiglio di sorveglianza (cds), che doveva essere rapidisssimo e ratificare dimissioni di massa, dopo altre 8 ore di riunione ha deciso di passare la palla al consiglio di gestione (cdg), chiedendogli di convocare “senza indugio” un’assemblea ordinaria (si pensa entro metà dicembre) che abbia il mandato esplicito a nominare integralmente un nuovo cds e un nuovo cdg.
Insomma, almeno per ora i consiglieri di sorveglianza non si sono dimessi ma mettono a disposizione dell’assemblea le relative cariche. Formalismi che la dicono lunga sulla profonda spaccatura all’interno del cds, che a dispetto della vigilia ieri mattina non si era presentato per
niente compatto davanti all’evenienza di dimettersi in massa (anzi, pare che pochissimi fossero pronti a farlo). Questa soluzione è stata trovata, raccontano fonti vicine al dossier, solo grazie alla forzatura del cdg, che ad un certo punto in mattinata si sarebbe detto pronto a dimettersi comunque, per cercare di uscire dall’impasse. E infatti al momento della votazione il cds ha registrato 10 consiglieri a favore, ma 3 contrari – Maurizio Cavallari, Flavia Minutillo e Piero Lonardi – e 4 astenuti, cioè Maria Luisa Mosconi, Roberto Fusilli, Eugenio Cafari Panico ed Enrico Castoldi. In altre parole, tra astenuti e contrari troviamo i due rappresentati “storici” degli azionisti non dipendenti e i tre consiglieri che avevano presentato il progetto alternativo alla trasformazione in spa (ed erano stati per questo stigmatizzati dagli ispettori di Bankitalia). A sua volta il cdg si è riunito informalmente in serata per valutare i passaggi tecnici da seguire – nella convocazione dell’assemblea – ma il senso è chiaro, anzi è stato esplicitato in una nota ufficiale della banca: realizzare in tempi brevi l’aumento di capitale, insieme alla nuova governance. Che, tuttavia, non avranno impatto sul nuovo cds, che verrà eletto in base allo Statuto attuale.
Ieri intanto S&P ha abbassato il rating, a BB- e potrebbe non essere finita qui, ha comunicato la stessa banca; la decisione del downgrade è stata messa direttamente in collegamento con le turbolenze sulla governance. E su questo tasto da qui all’assemblea il clima sarà incandescente: intanto Raffaele Mincione, azionista numero due della banca che si sta nei fatti accreditando come l’anti-Bonomi, starebbe pensando a presentare una sua lista in assemblea, che avrebbe come candidato alla presidenza del cdg Lamberto Dini. Anzi, sembra che ieri Dini sia stato in Banca d’Italia mentre nei prossimi giorni dovrebbe esserci un’audizione di Mincione in Consob. Dini è presidente dell’advisory board di Time & Life, di cui Mincione è presidente e cui fa capo il 7,02% di Bpm.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’esordio di Andrea Orcel come ad di Unicredit, uscita con un utile trimestrale doppio rispetto al...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica, non fa suo il progetto per una rete unica ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un blitz della Ragioneria generale dello Stato evita un "buco" di 24 miliardi nel decreto "Sostegni ...

Oggi sulla stampa