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Bpm, Giarda schiera la lista per il board

Piero Giarda scende ufficialmente in campo con la sua formazione in vista dell’assemblea di Bpm, che si terrà il prossimo 21 dicembre. Con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza naturale per la presentazione delle liste – fissata per lunedì 25 alle ore 17 -, l’ex ministro per i rapporti con il Parlamento del governo Monti, che è candidato alla presidenza del Consiglio di Sorveglianza di Piazza Meda, ha reso noti i nomi che comporranno la «Lista Giarda per la Cooperativa Bpm».
La rosa comprende tre nomi del Cds uscente: si tratta di Mauro Paoloni (in quota Fabi, docente di economia aziendale a Roma Tre), il commercialista Marcello Priori (Uilca) – entrambi candidati per i posti di vicepresidenti – e di Alberto Balestreri, professionista candidato come consigliere in quota Fisac. Tutte new entry sono invece le altre personalità scelte da Giarda, che ha curato personalmente la lista. Nel dettaglio, l’elenco è composto da: Andrea Boitani (docente di Economia politica alla Cattolica di Milano), il notaio milanese Angelo Busani, Donata Gottardi (ordinaria di diritto del lavoro alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Verona), Alberto Montanari (avvocato civilista milanese), Giampietro Giuseppe Omati (coordinatore delle attività di segreteria generale di Confartigianato), Bruno Siracusano (consulente ed ex manager di Borsa Italiana, oltre che ex direttore generale della Meda Sim del gruppo Bipiemme), Lucia Vitali (docente alla Sapienza di Roma). A chiudere la lista sono Luca Montebugnoli (ceo di Best Union), Claudia Bugno (dirigente del ministero dello Sviluppo), Fabio Fortuna (rettore di UniCusano) e Mario Signani (commercialista).
Mentre appare forte la componente di nomi provenienti dal mondo universitario, non ha trovato fondamento l’ipotesi della possibile candidatura di Salvatore Bragantini, ex commissario Consob. Nè, tanto meno, ha fatto il suo ingresso in lista il presidente uscente del Cds Giuseppe Coppini, che ha lasciato il posto ad Alberto Balestreri, anch’egli in quota Uilca. Fuori dall’elenco anche Umberto Bocchino, ex componente del comitato remunerazione, che molti davano in lizza. Negli ambienti vicini a Giarda la rosa di nomi rappresenta il «giusto mix tra la memoria storica della banca e nomi nuovi, che rappresentano un importante segnale di discontinuità rispetto al passato».
Nei giorni scorsi (e anche ieri, in una giornata intensa che ha visto gli ultimi ritocchi alla rosa), Giarda ha incontrato i vertici dei sindacati nazionali e locali oltre che le organizzazioni di commercianti, artigiani e agricoltori, che hanno garantito il loro pieno appoggio in vista del voto del prossimo mese. Anche nei direttivi della Uilca come della Fiba si è registrata l’unanimità rispetto alla proposta dell’ex ministro. E proprio nei giorni scorsi è arrivato l’appoggio pieno da parte della Fabi. Sulla carta il consenso attorno a Giarda pare insomma essere ampio e tale da consentire di agguantare la maggioranza dei posti in consiglio (11 posti su 19), benchè i colpi di scena in Piazza Meda siano sempre possibili.
Oggi Giarda dovrebbe fornire qualche dettaglio in più sulle linee ispiratrici della lista che, come dice il nome, non mette in discussione il modello cooperativo della banca. Da definire tuttavia rimane il nodo della guida del consiglio di Gestione e dell’ad, per cui si fa sempre il nome di Giuseppe Castagna. Sul fronte opposto, non è escluso che oggi ad alzare il velo sulla propria lista siano anche Raffaele Mincione e Lamberto Dini.

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