Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bpm e Banco sposi. Nozze tra popolari benedette dalla Bce

Dopo dieci ore di riunioni a Verona e più a Milano (che ha i doppi consigli, di sorveglianza e di gestione) la fusione tra Bpm e il Banco popolare ha avuto l’ok dei rispettivi consigli. A questo punto, dopo il disco verde informale della Bce, oggi ci sarà il responso del mercato sui titoli (ieri sono stati sospesi per tutto il giorno in Borsa).
Per ora è il momento della soddisfazione: «Felici di varare operazione straordinaria così significativa » scrive Carlo Fratta Pasini, presidente del Banco Popolare, su Twitter mentre il suo amministratore delegato Pier Francesco Saviotti è «particolarmente felice». Plaude il ministro dell’Economia Pier Paolo Padoan («Le riforme funzionano, le popolari cambiano: più grandi, più forti, più trasparenti », scrive a sua volta su Twitter. E plaude il consiglio di sorveglianza della Bpm, dove i più cauti temevano qualche colpo di coda: per ragioni tecniche non ha espresso un parere formale sulla bozza di integrazione, ma ha manifestato apprezzamento per il lavoro fatto ed ha invitato il consiglio di gestione ad andare avanti.
Nasce la terza banca del paese, leader nelle zone più ricche d’Italia; sarà il 33esimo gruppo in Europa, con 4 milioni di clienti e un totale attivo di oltre 171 miliardi. Le sinergie lorde a regime saranno nell’ordine di 365 milioni annui, con una creazione di valore di circa 1,9 miliardi. I costi da integrazione, una tantum, saranno di circa 435 milioni.
Probabilmente determinante agli occhi della Bce è stata la volontà del Banco veronese di chiudere l’operazione, dicendo sì alla condizione forse più dolorosa: procedere ad un aumento di capitale da un miliardo, prima della fusione; entro maggio la banca deciderà se farlo in opzione o no (magari anche in parte con un convertendo), ma comunque sarà assistita da Mediobanca e da Bofa-Merrill Lynch, che daranno anche la garanzia. Tempi previsti: a maggio l’approvazione dell’aumento per il Banco, per concludere l’iter complessivo entro il primo novembre, con l’approvazione di fusione da parte delle rispettive assemblee.
Alla luce del rafforzamento patrimoniale del Banco, Verona salirà in maggioranza nei pesi della nuova realtà: conterà per il 54% (mentre prima era ferma al 45%). I rapporti di concambio esatti si conosceranno dopo la due diligence. La struttura del vertice è quella ormai nota da tempo: Fratta Pasini presidente, Giuseppe Castagna amministratore delegato, Maurizio Faroni direttore generale, Saviotti presidente del Comitato esecutivo. In più, la Bpm esprimerà un vice presidente vicario, su un consiglio di amministrazione a 19 membri (15 dal secondo esercizio): 9 consiglieri saranno espressi da Verona, 7 da Milano (più l’ad Castagna) e 2 indipendenti. E ancora, la Bpm spa resterà autonoma (per 3 anni): per operare utilizzerà la licenza bancaria della Popolare di Mantova, una condizione considerata imprescindibile dagli “stakeholder” di Piazza Meda.

Vittoria Puledda

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa