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Bpm e Banco Popolare, più profitti Moody’s alza il voto agli istituti

MILANO La stretta sul risiko bancario per le Popolari si avvicina. I segnali arrivano da due banchieri in prima fila come il consigliere delegato di Bpm, Giuseppe Castagna e il ceo del Banco Popolare, Pierfrancesco Saviotti. «Le opzioni sono più di una, bisogna essere in due» per sposarsi, ha detto Castagna, ma «ritengo opportuno e responsabile esaminare tutte le opportunità». Bpm continua «a sentire l’urgenza e la responsabilità di fare un’aggregazione presto». In questo contesto entrano i tavoli con il Banco, Ubi Banca, Bper e Carige che il banchiere e il presidente Piero Giarda stanno gestendo con l’assistenza di Lazard e Citi.
Saviotti — che ha come advisor BofA-Merrill Lynch e Mediobanca — si è sbilanciato anche di più: «Siamo sul pezzo, lo assicuro, in modo aggressivo. Parliamo con molti, ma abbiamo qualcosa di particolare in ballo che stiamo gestendo», con riferimento a Ubi e, in seconda battuta, alla stessa Bpm. «Bisogna avere la pazienza necessaria per fare le cose bene e sono convinto faremo qualcosa fatta bene», e per questo «il triangolo è difficile».
Ad aiutare le trattative potrebbero intervenire i segnali di ripresa evidenziati ieri da Moody’s, che ha alzato da negativo a stabile l’outlook del sistema bancario italiano. I conti lo confermano: Bpm ha chiuso con un utile di 202 milioni (-7,8%), che tuttavia — normalizzato al netto soprattutto della plusvalenza da 103 milioni registrata lo scorso anno per la cessione di Anima — balza del 70% a 213,9 milioni. Nel solo terzo trimestre l’utile è salito del 72,7% a 48 milioni. Turnaround completato per il Banco, che torna in utile nei nove mesi con 349,8 milioni, rovesciando la perdita di 121,7 milioni del 2014. Il margine d’interesse è cresciuto dell’1% a 1,17 miliardi, mentre sono stabili le esposizioni deteriorate a 14,2 miliardi e il patrimonio sale al 12,7% pro forma. Utili in crescita anche per Creval (63 milioni) e Sondrio 135 milioni. Intanto per gli istituti in crisi Banca Marche, CariFerrara, CariChieti, Popolare Etruria si riunisce oggi il consiglio del Fondo interbancario dopo la frenata del commissario Ue alla concorrenza circa la loro ricapitalizzazione tramite il fondo tutela dei depositi .

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