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Bpm concilia 40 milioni sul convertendo

Semplificazione organizzativa e taglio dei costi sono i driver del piano industriale 2012-2015 approvato ieri dal consiglio di gestione della Banca Popolare di Milano. Cardine degli obiettivi posti dal gruppo sarà la riduzione del 70% delle strutture organizzative di sede, il taglio del 25% dei dirigenti, la diminuzione dell’80% del numero dei consiglieri delle controllate e una riduzione di organico di 700 risorse.
Nel concreto i vertici dell’istituto hanno individuato dieci azioni da mettere in pratica nel prossimo triennio per affrontare la difficile situazione congiunturale. A cominciare dalla semplificazione societaria, con la creazione di un’unica banca commerciale, e organizzativa delle strutture di sede e di rete, attraverso la riduzione da 5 a 3 dei livelli gerarchici intermedi, uno snellimento del 25% del numero dei digenti e un riallineamento dei livelli retributivi sulla base delle posizioni/responsabilità ricoperte e benchmark esterni alla banca. Sarà, poi, necessario un «rigoroso presidio dei costi», attraverso la riduzione degli organici da 8.467 a circa 7.800 e del costo del personale del 10% al 2015. L’intervento interesserà circa 3mila persone, di cui 2.300 avviate a piani di riconversione e formazione. È previsto, inoltre, un incentivo all’esodo per coloro in possesso dei requisiti pensionistici e l’adesione al Fondo di solidarietà. Non sarà risparmiato neanche il contratto integrativo aziendale, che sarà rivisto. L’insieme delle misure dovrebbe portare, secondo le stime della banca, a una riduzione dei costi amministrativi del 12% e degli ammortamenti del 23%, per un risparmio al 2015 di 65 milioni rispetto ai dati 2011 e di oltre 130 milioni rispetto alla crescita inerziale prevista in assenza di azioni e un cost to income a fine periodo del 56 per cento.
I target finanziari del piano stimano un core Tier 1 oltre il 9% al 2015, oltre a un incremento medio annuo del 4,3% dei ricavi dal segmento privati e una crescita del 7,4% per il segmento imprese, escluse large corporate. Nel periodo, poi, è stimato un aumento medio annuo dell’1% degli impieghi totali, con un decremento dell’8,5% nel comparto large corporate e un peso del settore immobiliare che scenderà dal 24 al 21% nel 2015. In vista del rafforzamento del capitale richiesto in ambito europeo a tutte le banche, il gruppo avrà inoltre una «costante attenzione ai livelli di patrimonializzazione» e continuerà sulla strada del rafforzamento della liquidità, che sarà ulteriormente incrementata attraverso la riduzione del loan to deposit ratio dal 102% al 97% e l’ottimizzazione degli asset idonei in Bce.
Il nuovo piano industriale Bpm butta anche le basi per un profondo cambiamento culturale dell’istituto a partire dalla valorizzazione e dalla meritocrazia nella gestione delle risorse umane alla radile innovazione del modello di presidio territoriale e ai progetti innovativi sul fronte tecnologico per rafforzare la multicanalità.
Il consiglio di gestione si è pronunciato, infine, sul capitolo Convertendo Bpm 2009/2013, approvando una proposta di protocollo di conciliazione per la possibile soluzione delle controversie.

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