Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bpm, Bonomi sale ancora. Boom di scambi in Borsa

di Fabrizio Massaro

MILANO — La Investindustrial di Andrea Bonomi, neopresidente del consiglio di gestione della Popolare di Milano, cresce ancora nel capitale dell'istituto a ridosso della chiusura, fissata per oggi, dell'aumento di capitale da 800 milioni. Il private equity del finanziere lombardo ha comunicato ieri di essere cresciuto, fra azioni e diritti d'opzione, alla quota del 6,38% post aumento. L'ultimo dato dichiarato da Bonomi era del 5,77% e risaliva agli inizi della settimana scorsa, prima che venissero comunicati i dati trimestrali della banca, i primi con Bonomi al vertice: proprio perché già a conoscenza, prima del mercato, dei dati trimestrali, Bonomi si era imposto di non acquistare fino all'approvazione dei conti da parte del board.
Gli acquisti di Investindustrial sono stati effettuati tutti ieri, secondo fonti vicine al finanziere. Nessuna operazione dunque nella seduta di mercoledì che — a causa degli arbitraggi — ha visto passare di mano il 45% del capitale e il titolo precipitare del 13% fino ad allinearsi al prezzo d'offerta di 0,30 euro. Anche ieri il titolo, seppure con qualche oscillazione al di sotto del livello della ricapitalizzazione, si è poi riportato al livello dell'aumento.
Tra mercoledì e ieri sono stasti scambiati 300 milioni di titoli, pari al 10% post aumento e a circa tre quarti dell'attuale capitale, e questo secondo fonti del consorzio di garanzia capitanato da Mediobanca e Banca Akros, è un segno positivo in vista della chiusura delle sottoscrizioni. Finché i prezzi di Borsa restano sopra gli 0,3 euro, spiegano gli operatori, per i detentori dei diritti rimane conveniente sottoscrivere l'aumento, anche se ormai lo sconto è praticamente nullo. Se invece le quotazioni si attestassero stabilmente sotto quella soglia crescerebbe sensibilmente il rischio inoptato.
I dubbi dei banchieri coinvolti nell'operazione di aumento di capitale (joint bookrunner sono Santander, Barclays, Bnp Paribas, Nomura, SocGen e Royal Bank of Scotland, mentre Ing e co-bookrunner) erano fin dall'inizio sull'impegno che sarebbe stato assunto dai fondi istituzionali, che ancora una setttimana fa erano apparsi freddi anche allo stesso Bonomi a causa del quadro macroeonomico e politico incerto del Paese, e sulla quota che i piccolo risparmiatori avrebbero potuto sottoscrivere dopo che sulla rete di Bpm (e non solo) era stato collocato il tanto criticato bond convertendo, rivelatosi tutt'altro che un buon affare. Se gli ampi arbitraggi lasciano intravedere movimenti di soggetti professionali, sul retail stime di fonti vicine al consorzio indicavano a ieri un'adesione all'aumento attorno all'80% degli attuali azionisti.
Ad ogni modo i dati si sapranno oggi. Certamente una parte di inoptato potrebbe essere coperta da Bonomi, che ha manifestato di voler arrivare al 9,9% di Bpm investendo al massimo circa 150 milioni. Con lui dovrebbero poi intervenire alcune famiglie milanesi (sono circolati fra gli altri i nomi dei Ricci e dei Bracco) per consolidare uno zoccolo duro di azionisti non dipendenti. «Siamo fiduciosi, i primi dati sono confortanti. Certo, il contesto non è facile ma ci stiamo lavorando», aveva commentato mercoledì il presidente del consiglio di sorveglianza, Filippo Annunziata, sottolineando che l'inoptato potrebbe rivelarsi «una quota compatibile con le condizioni attuali in cui si trovano i mercati, e non solo la nostra banca». A pesare sulle sottoscrizioni potrebbe essere stata anche la decisione di martedì scorso di Moody's di tagliare da A1 a Aaa. il rating sui covered bond della banca, dopo il taglio del rating sull'istituto da A3 a Baa3 con outlook negativo.
 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Fumata quasi bianca. Positiva però non ancora abbastanza da far considerare chiusa la partita. Ieri...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La parola che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non voleva più nemmeno ascoltare, "lockd...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nell’ultimo giorno utile per lo scambio dei diritti relativi all’aumento di capitale, il titolo ...

Oggi sulla stampa