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«Bpm-Banco, la fusione creerà valore»

La pressione al ribasso che il mercato sta esercitando sui titoli del Banco Popolare e di Bpm non cambia, nemmeno di una virgola, le premesse e i termini del piano di integrazione. Ad assicurarlo, in questo colloquio con Il Sole 24 Ore, è il ceo nonché direttore generale della Popolare milanese, Giuseppe Castagna che rilancia: «È un progetto di successo che creerà valore». Lo ha garantito mentre si stava chiudendo un’altra seduta complessa per le azioni dei due istituti. Con il Banco (-9,09% a 4,40 euro) vittima tra l’altro di movimenti tecnici e speculativi legati al prossimo aumento di capitale da 1 miliardo e Bpm che, per ovvie ragioni legate al concambio da fusione già fissato, ha ceduto il 6,38% a 0,521 euro.
Non teme che tutte queste turbolenze possano creare un contesto negativo attorno all’aggregazione?
Sono perfettamente consapevole dell’andamento dei titoli ma credo che la nostra operazione debba essere valutata per il valore che riuscirà a creare nel tempo. È comprensibile che la Borsa si muova anche in una logica di short term ma mi piacerebbe che venissero privilegiate le scelte di investimento di lungo periodo. Detto questo, nessun ripensamento. C’è un progetto di grande successo che creerà valore e darà importanti risultati e siamo impegnati a realizzarlo. Il settore bancario è interessato da una trasformazione epocale e noi banche dobbiamo cambiare. Dobbiamo creare massa critica per potere fare gli opportuni investimenti, per poter realizzare un modello di banca innovativo, su scala più grande, che possa essere un riferimento per il sistema.
I movimenti di Borsa non avranno alcun riflesso neppure sui concambi?
Assolutamente no, il concambio è stato confermato dalla due diligence. È figlio della creazione di valore che ci sarà per i soci. E certamente gli azionisti della Bpm ne trarranno benefici rilevanti.
Il prossimo aumento di capitale del Banco rischia però di zavorrare le quotazioni ancora per diverso tempo.
Possibile, vorrei però sottolineare un paio di cose. La prima è che se si guarda la performance di Bpm dal 31 dicembre a oggi, tutto sommato ha fatto meglio dei competitor: noi abbiamo perso il 39,6% contro il 44,3% medio segnato dai concorrenti. Inoltre, questa iniezione di liquidità non è nemmeno lontanamente paragonabile a quelle fatte negli anni passati o che stanno coinvolgendo la Popolare di Vicenza e Veneto Banca. L’aumento di capitale del Banco è stato deciso solo per rispettare i desiderata della Bce che ci ha chiesto di andare oltre i requisiti standard per raggiungere il top. Questa operazioni produrrà profitti che andranno ben oltre il valore dell’aumento di capitale.
A breve presenterete il piano strategico?
Lunedì mostreremo i target finanziari e industriali: faremo vedere come funzionerà la combined entity.
Ma avete già avviato i lavori per l’aggregazione?
Fino a lunedì saremo impegnati esclusivamente sul piano. Poi entro fine maggio avvieremo i cantieri per l’integrazione.
Il consiglio di sorveglianza di Bpm è stato rinnovato completamente, ha avuto la percezione che ci fosse qualche perplessità rispetto alla realizzazione della fusione? E più in generale, avverte in parte degli stakeholder ancora qualche tentennamento sul progetto?
Il convincimento di tutti è che stiamo facendo la cosa giusta. Certo è possibile che qualcuno nutra ancora qualche dubbio, tanto più alla luce delle turbolenze dei mercati ma noi siamo convinti di aver fatto tutto al meglio. Questo è l’esito di una storia che ha premesse logiche condivise da tutti e che ritengo meriti fiducia.
Ha messo in conto invece un possibile passo indietro del Banco Popolare una volta completato l’aumento?
È un’opzione che non ho mai preso in considerazione. Vero è che l’aumento di capitale evidentemente non ci obbliga a fare l’operazione, d’altro canto mi stupirebbe molto un cambio di rotta del Banco. Nelle prossime settimane invieremo molta documentazione alla Bce. Certo poi la parola passerà alle assemblee il cui voto sarà sovrano. A oggi, tuttavia, se dovessi fare una previsione sull’assise di ottobre, mi sento fiducioso ma sarà nostra responsabilità spiegare a tutti gli stakeholder, dipendenti compresi, il valore dell’operazione e i suoi vantaggi.
Nel progetto di cessione dei vostri npl, che ruolo può giocare Atlante?
Esiste un progetto di dismissione degli npl delle nuova entità. È un piano predefinito che raccoglie le indicazioni della Bce. Atlante non può che essere un elemento che va a migliorare le condizioni generali.
Sul fronte Rcs, di cui siete creditori, come vi ponete rispetto alla trattativa in atto con la società per la rinegoziazione del debito e ai possibili sviluppi legati all’offerta di Urbano Cairo?
Le banche fanno il loro mestiere. Non credo sia corretto entrare nel merito di decisioni che spettano agli azionisti.

Laura Galvagni

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