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Bpm-Banco, il progetto di fusione supera il test Bce

MILANO
Nella lunga storia di avvicinamento tra Banca Popolare di Milano e Banco Popolare in vista della fusione, quella di ieri è stata una tappa fondamentale: perchè gli interi stati maggiori di entrambi gli istituti per la prima volta hanno fatto capolino davanti ai capi della Vigilanza bancaria per presentare il progetto di aggregazione.
Così, a Francoforte, davanti agli ispettori della Banca Centrale Europea, guidati da Danièle Nouy e sotto l’occhio attento del Capo della Vigilanza di Bankitalia, Carmelo Barbagallo, si sono presentati il Ceo di Bpm ,Giuseppe Castagna, il Ceo di Banco Popolare, Pier Francesco Saviotti, e il dg del Banco, Maurizio Faroni. Nel contempo, però, a Roma, negli uffici di Bankitalia, anche i presidenti dei due istituti (Carlo Fratta Pasini per il Banco; Piero Giarda e Mario Anolli per Piazza Meda) incontravano gli uomini di Palazzo Koch per delineare il progetto e i relativi contorni.
Bocche cucite al termine degli incontri. Il vertice di Francoforte, in particolare, sarebbe tuttavia servito a presentare il progetto di fusione, spiegare i dettagli dell’operazione, recepire tutte le osservazioni del caso e rispondere a tutte le obiezioni. Il dossier appare di massima rilevanza agli occhi del Single supervisory mechanism, anche perchè si tratta della prima operazione di fusione dall’avvio della Vigilanza bancaria unica, datata novembre 2014. Nessuno a Francoforte vuole dunque lasciare qualcosa di intentato. D’altra parte, la Vigilanza, che ha sempre fatto dell’attenzione alla solidità patrimoniale e della pulizia dei bilanci i punti cardine del suo manifesto programmatico, non ha però mai nascosto il suo favore per il consolidamento bancario.
Ora resta da capire quali saranno i prossimi passi. La parola passerà ai board delle due banche che però al momento non risultano convocati. Difficile dunque si possa procedere già a un annuncio di una lettera di intenti nel corso del prossimo week end. Più probabile, invece, che l’annuncio del memorandum of understanding – a meno di colpi di scena con relativi ulteriori slittamenti – possa scattare nel corso del week end del 21 febbraio.
Da un punto di vista della governance, la struttura dell’operazione risulterebbe oramai definita. Il deal dovrebbe realizzarsi sostanzialmente alla pari, con una valutazione ai fini del concambio vicini al 50%. Il consiglio di amministrazione a 19 membri, sarebbe presieduto da Carlo Fratta Pasini, con Giuseppe Castagna Ceo e Maurizio Faroni direttore generale. Saviotti invece dovrebbe assumere la presidenza del comitato esecutivo. La holding dovrebe invece contrallare al 100% Bpm Spa per un periodo limitato (3-6 anni), a cui andrebbe il presidio del territorio lombardo.
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