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Bpm avvia le richieste a Bankitalia

Banca Popolare di Milano si appresta a chiedere a Bankitalia la rimozione degli add-on, i filtri prudenziali che zavorrano da anni gli indici di solidità dell’istituto.
Il Consiglio di gestione della banca ha esaminato infatti tutta la documentazione utile alla loro eliminazione. E ha preso atto dei passi in avanti fatti sui fronti contestati da Bankitalia, dall’eccesso di esposizione sul fronte immobiliare a quello di alcune carenze documentali sul versante ipotecario. La relazione, che è stata esaminata nel pomeriggio anche dal Consiglio di sorveglianza, oggi sarà sul tavolo del comitato controlli interno. Che, come indicato ieri da Radiocor, metterà a punto una relazione tecnica che di fatto «certificherà» le valutazioni del Cdg. La documentazione a sua volta sarà sottoposta venerdì mattina all’approvazione di una nuova riunione del Cds. Un passaggio formale, visto che non dovrebbe esserci alcuna sorpresa.
La relazione del comitato sarà poi allegata al documento del Cdg e i due testi saranno inviati a Bankitalia, cui spetta la valutazione finale dei miglioramenti fatti dalla banca e della rimozione – parziale o completa – dei filtri patrimoniali che da anni zavorrano i ratio prudenziali. «Il programma presentato da Castagna, come anche per le cose passate, viene in pieno rispettato», ha detto Mario Anolli, presidente del consiglio di gestione di Bpm, commentando ieri a margine di un convegno la richiesta di rimozione.
Insomma, a meno di clamorosi colpi di scena, si prospettano tempi brevi per l’eliminazione di quella che appare come un’autentica zavorra patrimoniale. A Bankitalia «spettano le scelte finali – ha detto nei giorni scorsi al Sole 24 Ore l’a.d. Giuseppe Castagna – noi confidiamo di poter registrare i benefici dell’eliminazione degli add-on già nella semestrale che chiuderemo ad inizio agosto».
L’introduzione degli add-on da parte della Vigilanza risale al 2011, quando nel corso di un’ispezione relativa alla gestione targata Ponzellini-Dalu emersero diverse irregolarità. Più nel dettaglio, gli add-on sono tre: il primo si riferisce a rischi operativi generati da alcune procedure tecnologiche che erano da migliorare; il secondo è legato a disallineamenti nella documentazione relativa alle garanzie ipotecarie; il terzo add-on è legato all’eccesso di esposizione della banca verso il settore immobiliare.
Oggi gli add-on pesano per un 19% sulle attività ponderate per il rischio (Rwa) della banca e generano un impatto negativo di 180 punti base circa sul coefficiente patrimoniale Core Tier 1 che oggi, grazie al rafforzamanto di capitale, è superiore al 9,5%. Qualora Bankitalia decidesse di togliere i filtri,il Core Tier 1 a oltre il 10,2 per cento, cui si aggiungono altri 120 punti base derivanti dall’aumento. Se tutto filerà liscio, insomma, il Cet1 di Bpm potrebbe quindi salire ben oltre l’11 per cento.
Intanto, sul fronte della governance, va segnalato che il Cds ha integrato il comitato nomine e il comitato remunerazioni in seguito alle dimissioni di Jean-Jacques Tamburini. In entrambi i comitati il posto lasciato vacante da Tamburini viene occupato da Carlo Frascarolo, indicato in Cds dalla Fondazione Cassa Risparmio di Alessandria.

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