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Bpm, aumento con lo sconto

di Federico De Rosa

MILANO — Il consiglio di gestione della Bpm ha fissato a 0,30 euro il prezzo delle azioni per l'aumento di capitale da 800 milioni di euro che partirà lunedì. Era l'ultimo tassello che mancava al puzzle dell'operazione strutturata dal direttore generale di Piazza Meda, Enzo Chiesa, e Mediobanca per rispettare i tempi e portare l'aumento sul mercato entro il 31 ottobre. Resta solo un ultimo passaggio, a questo punto una formalità, ossia il deposito del prospetto a cui la Consob ha dato via libera ieri sera, che è previsto per oggi.
Fino a pochi giorni fa nulla era scontato. L'impasse sulla composizione del nuovo consiglio di gestione ha rischiato di far slittare l'aumento a novembre. E invece dopo che mercoledì è stata trovata la quadra il presidente Andrea Bonomi e Mediobanca, che guida il consorzio di garanzia dell'aumento, hanno accelerato riuscendo da un lato a ottenere il placet di Bankitalia alla conferma di Chiesa — su cui la Vigilanza aveva posto un veto per l'ingresso in consiglio di gestione — che ieri ha ricevuto dal board le deleghe per portare a termine l'aumento, e dall'altro a definire il dossier in meno di ventiquattrore.
Il prezzo di 0,30 euro fissato ieri è circa un quinto dell'attuale quotazione di Bpm (ieri il titolo ha chiuso a 1,62 euro). Tecnicamente però lo sconto è del 40% sul cosiddetto Terp, il prezzo teorico del titolo al netto del valore dei diritti di opzione. Un taglio più profondo rispetto agli aumenti varati prima dell'estate da Intesa, Ubi, Banco Popolare, Mps, collocati con uno sconto sul Terp in media del 25%. Ma l'Italia dai mercati era vista in tutt'altro modo e anche le banche. Con l'aggiunta che Bpm a questo aumento c'è arrivata attraverso un percorso travagliato. Mediobanca e il consorzio di garanzia formato da Barclays, Royal Bank of Scotland, Bnp Paribas, Nomura, Banca Akros, SocGen, Santander e Ing hanno quindi optato per uno sconto consistente per rendere più appetibile l'operazione. L'aumento partirà lunedì per concludersi il 18 novembre e i soci di Piazza Meda potranno sottoscrivere 138 nuove azioni ogni 25 possedute e 276 titoli ogni 3 obbligazioni convertibili.
Degli 800 milioni di aumento una parte è già garantita dal presidente del consiglio di gestione, Bonomi, che si era impegnato a investire 150 milioni in cambio della governance di Piazza Meda. La cifra comprende quanto già impiegato per rastrellare sul mercato il 2,6%. Il resto servirà a salire fino al 9,9%, limite oltre il quale Investindustrial per legge non può andare.
 

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