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Bper, Vandelli punta al dividendo «M&A? Nel caso solo in azioni»

L’emergenza sanitaria non impedisce a Bper di mantenere una buona capacità di generare ricavi e profitti. Nei primi nove mesi dell’anno l’istituto modenese ha registrato proventi operativi netti per 1,86 miliardi e un utile netto di 200,6 milioni. Va detto subito che i dati dei primi nove mesi del 2020 non sono confrontabili con quelli dello stesso periodo dell’anno precedente, visto che a partire da luglio 2019 sono entrate nel perimetro della banca Unipol Banca e Arca Holding. Qualche indicazione si può estrarre invece dal confronto dei dati del terzo trimestre, che presentano il medesimo perimetro di consolidamento. Se tra luglio e settembre 2020 il margine di interesse (a 325,5 milioni) è salito del 3% rispetto al terzo trimestre del 2019 (soprattutto per i benefici sul costo del funding del Tltro 3), le commissioni nette hanno toccato i 262 milioni, salendo del 6,9% sul trimestre precedente. Il terzo trimestre in termini di ricavi operativi netti è il migliore degli ultimi quattro trimestri. A una buona reattività sul fronte dei ricavi corrisponde un’analoga capacità di controllo dei costi: il dato relativo al terzo trimestre (378 milioni) fa segnare un calo 7,4% sul trimestre precedente, e si segnala come il valore «più contenuto degli ultimi cinque trimestri», dice la banca.

Numeri che per il ceo di Bper, Alessandro Vandelli, rappresentano motivo di «grande soddisfazione». E che permettono di guardare con relativa fiducia ai prossimi mesi, quando il margine di interesse dovrebbe beneficiare dell’atteso incremento degli impieghi e della riduzione del costo del funding mentre i costi della gestione sono previsti in calo, complice l’avanzamento del piano di ottimizzazione degli organici.

I risultati dei primi 9 mesi e l’outlook per fine 2020 sono così la base «per una possibile distribuzione del dividendo», spiega Vandelli nel corso della conference call con gli analisti. Certo c’è da aspettare la decisione della Bce, attesa a dicembre, ma la banca ha «un forte impegno a pagare il dividendo agli azionisti». Del resto a confortare in questo senso è anche la solidità patrimoniale, salita in termini di Cet1 ratio al 13,03% (+46 bps da giugno 2020), capitale che servirà a proseguire il derisking avviato da tempo.

Portato a casa senza intoppi l’aumento di capitale da 802 milioni, ora l’attenzione della banca è tutta dedicata al cantiere relativo all’ integrazione degli oltre 500 sportelli ex Ubi acquisiti da Intesa Sanpaolo. Per Bper si prospetta un salto dimensionale significativo, nell’ordine del 40% in termini di attivi. Dopo di che «vedremo», dice il banchiere stuzzicato rispetto a possibili ulteriori passi di crescita per linee esterne. Un elemento di certezza però c’è. «Se ci sarà qualche opportunità» ciò non avverrà «tramite cash ma usando azioni».

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