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Bper tranquilla sui fondi

Il fatto che i fondi potranno risultare vincenti alla prossima assemblea degli azionisti di Bper, chiamata a rinnovare otto consiglieri di amministrazione, «è un’eventualità che dobbiamo prendere in considerazione perché l’esperienza vista in altre assemblee, per esempio Ubi, ha dimostrato che spesso i fondi hanno la prevalenza nell’ambito dell’assemblea.

Io la considero una competizione che stimola anche l’impegno a cercare di fare nel miglior modo possibile»: così si è espresso l’a.d. Alessandro Vandelli in vista dell’assemblea della Popolare dell’Emilia Romagna che si svolgerà l’8 aprile.

«La sorpresa, se volete», ha proseguito Vandelli, «è stata che noi ci aspettavamo una lista di Assogestioni che non andasse a coprire il 40% dei consiglieri a disposizione delle minoranze, ma un po’ di meno. È una loro scelta che ovviamente rispettiamo, però diciamo che in una logica di equilibrio era più logico, forse, un numero leggermente diverso».

Per quanto riguarda invece la partecipazione di Bper nel fondo Atlante, «credo che nel corso dell’anno si farà un’ulteriore valutazione, un impairment, ma credo sia abbastanza prematuro fare ora considerazioni ulteriori. Abbiamo già fatto un primo passo in occasione del bilancio annuale. Stiamo cercando di capire un po’ i passaggi successivi, soprattutto come sarà realizzato questo ulteriore intervento sul capitale (delle due banche venete, ndr)».

Infine, l’a.d. si è detto «molto soddisfatto» per come Bper ha affrontato il nodo dei Non performing loans: «Siamo partiti praticamente con un anno in anticipo rispetto alle linee guida Bce, che oggi leggiamo. Quindi il fatto di avere già realizzato una società che si occupa a tempo pieno dei bad loans, con un’attività mirata al recupero e all’efficientamento anche dei processi, è una cosa che ci fa piacere». Per Vandelli, comunque, non esiste una strada sola: «Non è solo l’attività di recupero, credo ci voglia un’attenzione anche sul mercato, se sarà un po’ più efficiente nel disposal. Ma, ripeto, il cuore dell’attività è il recupero attraverso la gestione diretta. Poi, se sul mercato ci sarà la possibilità di fare operazioni che non sono particolarmente onerose per la parte che cede, con grande cautela valuteremo».

Infine, l’istituto è al lavoro per il processo di integrazione di Carife: «Ci auguriamo che si possa fare presto e bene perché, prima si fa, prima si riesce a intervenire sulla banca e si riesce a rimettere in moto le attività di relazione con la clientela».

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