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Bper torna all’utile, sale il Core Tier 1

Bper va dritta per la sua strada e, per ora, non vara alcun aumento di capitale, come invece parte degli analisti e operatori si attendevano.
Oggi, in occasione della presentazione dei conti agli analisti da parte dell’ad Luigi Odorici, si capirà qualcosa di più sulle eventuali mosse future del gruppo, e nulla è escluso. Intanto però i conti del 2013 segnalano indici patrimoniali e redditività in crescita. Il Core Tier 1 ratio (a metodologia standard di Basilea 2) è salito all’8,57%, rispetto all’8,43% di settembre 2013 e all’8,27% di fine 2012.Il rafforzamento è andato di pari passo con il miglioramento del conto economico. Il gruppo emiliano è tornato infatti all’utile (16,1 milioni) dopo aver chiuso il 2012 con un rosso di 32,6 milioni. Stabile il margine di intermediazione, a 2,15 miliardi, sostanzialmente in linea con i dati di fine 2012 (-0,2%), ma comunque in crescita del 5,85% trimestre su trimestre. Margine di interesse in lieve flessione a 1,3 miliardi (-1,5%) e commissioni nette a 698 milioni (-1,37%). Di fatto invariati a 1,19 miliardi gli oneri operativi (-0,78%), per un rapporto cost/income al 55,5%.
Buoni invece i segnali che arrivano dai crediti, che dopo la fase straordinaria che ha interessato soprattutto il primo semestre, hanno invece registato rettifiche in calo del 18,45% rispetto al 2012, pari a 781,6 milioni. Le coperture su crediti deteriorati, pari al 37,3%, sono apparse in «sensibile aumento», come si legge in una nota, sia rispetto a settembre 2013 che a dicembre 2012 (quando erano pari rispettivamente 35,7% e 36,8%). Il costo del credito è in calo, e si attesta a 168 punti base, in netta flessione rispetto ai 199 punti base del 2012. Il gruppo ha comunicato inoltre di aver svalutato per 48,7 milioni la partecipazione del 10% in Dexia Crediop.
Nessun cenno, nella nota diffusa ieri sera al mercato, a un possibile aumento di capitale che alcuni analisti danno invece come probabile. E poco conta che quasi tutte le banche popolari di medie dimensioni – da Popolare Sondrio al Creval, da Popolare Milano a Pop Vicenza fino ad arrivare al Banco Popolare – abbiano annunciato nel corso delle ultime settimane anche sostanziose ripatrimonializzazioni. Bper per ora guarda con «serenità» alle prossime sfide della Vigilanza europea potendo contare come detto su un Core Tier 1 dell’8,57% contro l’8% di Cet1 richiesto da Francoforte. «Gli sforzi fin qui compiuti per rafforzare i coverage ratios, l’ulteriore miglioramento degli indici patrimoniali e un ritorno a una fase di normalizzazione della gestione ordinaria nella seconda parte dell’anno – spiega in una nota l’ad Luigi Odorici, – ci consente di guardare con serenità ai prossimi importanti appuntamenti che attendono il sistema bancario europeo». A proposito di ratio patrimoniali, va detto che l’incremento del Core Tier 1 all’8,57% sarebbe ancora più rilevante al netto del consolidamento di Cr Bra che ha inciso negativamente per 13 punti base. Al contrario, la banca «prudenzialmente» non ha messo in conto i 3 pb derivanti dalla plusvalenza di 12,2 milioni sulle quote possedute nel capitale di Banca d’Italia. Bper è inoltre in attesa della validazione dei modelli di rating interni che, per quanto riguarda la parte corporate, prevedono un beneficio di 130 punti base.

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