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Bper si prepara alla Spa, per il nucleo stabile guarda alle Fondazioni

Una doppia rivoluzione. Bper cambia brand e pay-off, mette in cantiere il completo rinnovo delle sue 800 filiali in Italia e prepara il terreno alla trasformazione in Spa cominciando a corteggiare le Fondazioni bancarie. «Il nostro obiettivo è avere un azionariato solido», dice Alessandro Vandelli, amministratore delegato dell’istituto bancario modenese. Un colosso che muta radicalmente la propria immagine e contemporaneamente inizia a mettersi in moto per l’appuntamento fissato dalla legge: dal momento dell’emanazione del regolamento da parte di Banca d’Italia avrà 18 mesi di tempo per trasformarsi, archiviare la sua storia di società cooperativa con circa 90mila soci e diventare una società per azioni. “Bper: Banca”, seguito dal claim “Vicina. Oltre le attese” non è semplicemente il nuovo marchio. E’ una svolta, una nuova identità, «frutto – prosegue Vandelli – di un ampio processo di rinnovamento». Un processo con il quale questa banca storica, nata nel 1867, vuole evidenziare, insieme a un forte radicamento sul territorio, la propria solidità. «Il mondo finanziario ha smesso di vivere sulle posizioni di rendita e i risultati deve guadagnarseli», spiega Vandelli. Marchio e nuova immagine sono il frutto di un anno di lavoro in collaborazione con Interbrand, la più importante società internazionale di brand consultancy. Il risultato è una sintesi di analisi, strategia e creatività che accompagnerà il gruppo – oltre 46 miliardi di raccolta diretta, quasi 6,5 di raccolta dalle banche, un utile netto che sfiora i 30 milioni – nello sviluppo del nuovo piano industriale. Un cambiamento che coinvolge solo la capogruppo e che non riguarda, quindi, gli istituti di credito partecipati, dalla Cassa di Risparmio di Bra (Piemonte) alla Banca di Sardegna e alla Banca di Sassari, che manterranno il brand e l’immagine attuale. Entro due o tre mesi la maggior parte delle filiali di Bper avrà un layout completamente diverso, sulla scia del completo rinnovamento dell’istituto di credito, che da Modena, quartiere generale, controlla complessivamente 1.273 sportelli presenti in 18 regioni, una rete che copre quasi tutto il territorio nazionale. L’inizio di un nuovo percorso, che si concluderà entro la metà del 2016, con l’intervento sulle filiali caratterizzate da un maggiore radicamento sul territorio e per le quali la banca ha previsto una trasformazione più graduale. Quanto alla prossima tappa, la trasformazione in società per azioni, Vandelli dice di aver colto «nell’ultima settimana dichiarazioni di attenzione da parte delle Fondazioni, a cominciare da quelle più vicine al gruppo, presenti sui nostri territori e che speriamo di poter coinvolgere, mentre è auspicabile che il nostro corpo sociale si organizzi per incidere maggiormente».

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