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«Bper pronta a rafforzarsi al servizio delle imprese Per ora niente aumento»

di Federico De Rosa

MILANO— No, non si poteva evitare. Il parapiglia scoppiato sabato a Modena all’assemblea della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, con tanto di intervento dei Carabinieri, secondo Fabrizio Viola era ben organizzato. E con un mandante certo: «L’avvocato Giampiero Samorì. Aveva detto pubblicamente che avrebbe fatto ostruzione — spiega l’amministratore delegato della Bper— e quando ha visto che non c’era spazio per la sua manovra ha scatenato il putiferio» . Per la cronaca, il caos è scoppiato al momento in cui sono state chiuse le prenotazioni per gli interventi in assemblea. Erano stati concessi 10 minuti ma molti soci, inclusi alcuni sostenitori di Samorì, non ce l’hanno fatta e hanno forzato la file. È scoppiato il finimondo. Poi di nuovo, quando dopo 55 interventi il presidente Ettore Caselli ha chiuso la discussione nonostante ci fossero altre 270 persone iscritte a parlare. Certo non in quel modo, ma se un socio si è regolarmente prenotato e poi non viene fatto parlare è normale che protesti. «Il presidente ha esercitato i poteri ordinatori previsti dal Codice Civile e ha consentito a chi era lì per votare di farlo, in seguito alla mozione di un socio e dopo aver constatato che gli altri interventi non avrebbero modificato la discussione o aggiunto elementi nuovi. Interventi che apparivano costruiti ad hoc per ritardare l’assemblea e alterare così l’esito delle votazioni. Quello che non si è detto, però, è che anche l’amministratore delegato della Bper non ha potuto rispondere alle domande, alle falsità che sono state dette, e questo è molto grave» . che obiettivi ha Samorì? «Dalle sue dichiarazioni mi sembra di capire che ne abbia due: entrare in consiglio per rappresentare le istanze dei soci di minoranza, e c’è uno Statuto che dice come fare, poi diventare amministratore delegato e varare un aumento di capitale da 2,5 miliardi per fare una doppia Opa su Bpm e Veneto Banca. Mi sembrano posizioni in conflitto: come può chiedere di rappresentare le minoranze e di decidere anche la strategia della banca?» . Consob ha chiesto chiarimenti sui legami tra la lista di maggioranza e quella a cui è andato il posto in consiglio riservato alle minoranze. Tutto chiarito? «Caselli e il presidente del collegio sindacale hanno spiegato in assemblea. La presenza di Domenico Livio Trombone (firmatario della lista di minoranza, ndr) come sindaco in alcune controllate Bper non è rilevante» . Non pensa che ci sia un problema di governance nelle Popolari? «Non credo serva una radicale riforma. Qualche aggiustamento sì» . Per esempio? «Si può alzare il limite di possesso per le Fondazioni fino al 2-2,5%. Capisco che il principio del voto capitario in una quotata possa creare problemi ma non è un ostacolo. In Bper la quota di capitale in mano ai "cassettisti istituzionali"è raddoppiata» . Parliamo dei programmi futuri. Aumento di capitale in vista? «Non è in agenda. Siamo già in grado di portare il Core Tier 1 al 7,70%in linea con Basilea 2. Per Basilea 3 attraverso l’autofinanziamento possiamo rispettare i parametri e comunque valuteremo da qui ai prossimi mesi l'adeguatezza dei requisiti patrimoniali» . In caso di aggregazione non crede che aver aumentato il capitale possa rappresentare un vantaggio? «Bper non ha carenza di capitale, il rapporto tra capitalizzazione e mezzi propri è tra i più alti del sistema, unitamente a un livello di redditività che il mercato sta apprezzando. Il lavoro che stiamo facendo è di rafforzamento della banca, perché più ci rafforziamo più saremo ben posizionati quando il tema delle fusioni si riaprirà» . Intesa e Unicredit stanno puntando sul modello di banca del territorio. Teme la concorrenza? «Non la temiamo, la consideriamo una regola del gioco. Il fatto di aver difeso questo modello quando non era più di moda ci consente di partire con un vantaggio perché la presenza sul territorio si misura in termini di conoscenza, soprattutto del mondo delle imprese locali, e questo è doppiamente importante quando si va a considerare il merito del credito, soprattutto l’aspetto qualitativo. È vero anche che oggi le medie imprese hanno bisogno di servizi evoluti che una banca tradizionale fatica a dargli. Però, parlo per Bper, con Meliorbanca lo stiamo facendo: abbiamo trasformato un problema in opportunità» . La controllata Carispaq è stata coinvolta nella truffa di Gianfranco Lande, il «Madoff dei Parioli» . Cosa è successo? «Abbiamo attivato controlli e ispezioni per capire, stiamo collaborando con la magistratura e confidiamo nel loro lavoro. Sono il primo a voler sapere come è andata» .

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