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Bper e i piani su Sondrio Per chiudere una fusione deve muoversi entro il 2021

La mossa di Carlo Cimbri, che ha indirizzato il mirino della Banca popolare dell’Emilia Romagna (Bper) verso Sondrio, acquistando sul mercato il 4% del capitale e con l’intenzione di salire ancora, fino al 9,5%, è destinata a lasciare il segno nel risiko bancario.
Se il Consiglio di Stato, come tutti pensano, confermerà l’obbligo per la popolare guidata da Mario Alberto Pedranzini di trasformarsi in spa entro la fine dell’anno, allora Cimbri dovrà spronare Bper ad andare ancora più avanti per non farsi sfuggire la preda. Una volta trasformata in spa, infatti, la Sondrio sarà esposta ai venti del mercato e a quel punto chi metterà più soldi nel piatto vincerà la partita. Mentre prima di quella data Cimbri potrà negoziare più agevolmente con Pedranzini e il cda di Sondrio una fusione nel miglior interesse di tutti i soci. Sempre con l’obiettivo di realizzare efficienze fino a formare un terzo polo italiano degno di questo nome.
Il modello cui ispirarsi potrebbe essere quello già sperimentato da Bpm e Banco Popolare alla fine del 2016: l’ultima assemblea con il voto capitario approva la fusione e la trasformazione in spa che poi diventa operativa con il cambio di statuto. In questo modo si impedirà a chi ha pacchetti azionari consistenti di votare e di dettare eventuale condizioni.
Le novità sull’asse Modena- Sondrio potrebbero presto propagarsi nel triangolo Unicredit- Banco Bpm-Mps. Il decreto Sostegni bis appena varato offre più tempo alle operazioni amichevoli per realizzarsi, essendo sufficiente un via libera dei rispettivi cda per poter poi beneficiare dei benefici fiscali sulle perdite pregresse (Dta). Ma non fa alcuno sconto alle operazioni ostili, che rimangono sotto il regime dell’articolo 1) comma 233 della Legge di Bilancio che prevede il 31 dicembre come termine ultimo per avere il controllo e scontare le Dta.
In soldoni, il governo Draghi ha mandato un messaggio preciso a Andrea Orcel, neo numero uno di Unicredit: se ti interessa annettere il Banco Bpm ti conviene farlo in fretta, altrimenti perdi i benefici. Calcolando che l’eventuale operazione ostile dovrà passare anche al vaglio dell’Antitrust europeo significa che Orcel dovrebbe partire al massimo a fine giugno per chiudere tutto entro fine anno. La convenienza economica sta dalla sua parte, visto che beneficerebbe di 3 miliardi di sconto fiscale su 4 miliardi dell’attuale capitalizzazione del Banco.
Ma prima di intraprendere un passo del genere lo stesso Orcel dovrà dire al governo cosa vuol fare sul Monte dei Paschi di Siena, di cui Tesoro cerca un compratore. Potrà Unicredit voltarsi dall’altra parte lasciando Mps al suo destino e allo stesso tempo incassare i bonus messi in campo dal governo? Se la risposta è no allora in sede di conversione del dl Sostegni bis le norme sulle Dta potrebbero cambiare ancora, proprio per assicurare una soluzione al difficile caso Mps.
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