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Bper fonde tre banche e ridisegna l’assetto della rete sul territorio

Banca Popolare dell’Emilia Romagna realizza la fusione delle sue principali controllate sulla penisola e, nel contempo, ridisegna l’intera organizzazione sul territorio. Da ieri è operativa la fusione per incorporazione in Bper di Banca Popolare del Mezzogiorno, Banca della Campania e Banca Popolare di Ravenna. Le tre legal entity – circa 13 milioni di raccolta (tra quella diretta e indiretta) per oltre 300 sportelli complessivi – scompaiono mentre nei prossimi mesi i relativi marchi sul territorio lasceranno spazio a quello della casa madre.
A distanza di circa due anni dalla fusione di Meliorbanca e a un anno dalla razionalizzazione che ha portato all’incorporazione delle tre controllate del centro Italia (Popolare Aprilia, Lanciano-Sulmona e L’Aquila), il gruppo guidato da Alessandro Vandelli realizza così un’operazione che punta a rendere più snella la struttura e a ridurre i costi. Il gruppo stima risparmi a regime per circa 20 milioni di euro anche grazie all’eliminazione dei diversi Cda delle controllate che, come già avvenuto per le altre incorporazioni, saranno sostituiti da comitati territoriali (ognuno dei quali dovrebbe raccogliere una dozzina di rappresentanti). Fuori dall’operazione di fusione del gruppo rimangono invece la Cassa Risparmio di Bra, il polo sardo – costituito da Banco di Sardegna (controllato al 51%) e da Banca di Sassari (97,7%) – e la fabbrica prodotto del gruppo Sarda leasing, in cui è confluita a fine giugno Abf leasing.
Si capirà a marzo 2015, in occasione della presentazione del nuovo piano industriale al 2017, quali saranno i prossimi passi del management.
Per ora si guarda alla nuova organizzazione che è partita sempre ieri, in concomitanza con la fusione delle controllate. La rivisitazione della mappa della rete, che riguarda tutte le 793 filiali sulla penisola per oltre 8mila dipendenti, punta a semplificare la struttura, accorciando la filiera del credito tra filiali e le strutture centrali. Il modello è imperniato sulle nove direzioni territoriali presenti sulla penisola, a loro volta suddivise in trenta aree territoriali (ognuna delle quali guidata da un area manager che controlla in media circa 80-90 sportelli).
Nel dettaglio è prevista la creazione della direzione territoriale Lombardia e Triveneto con sede a Milano (che comprenderà le aree di Milano, Padova, Verona); la direzione Emilia Ovest con sede a Reggio Emilia (Reggio Emilia e Parma); Emilia Centro (con sede a Modena, che raccoglie Carpi, Modena-Sassuolo e Vignola); Tosco-Emiliana (con sede a Bologna, per Ferrara, Bologna e Toscana); Romagna (con sede a Ravenna, per Cesena, Ravenna e Rimini); Lazio (con sede a Roma, per Aprilia e Roma); Adriatica (sede a Lanciano, per Campobasso, Lanciano, L’Aquila e Pescara); Campania (sede ad Avellino per Napoli-Caserta, Avellino-Benevento, Foggia, Salerno nord e Salerno sud) e Mezzogiorno (sede a Crotone, per Sicilia, Puglia, Basilicata, Calabria nord e Calabria sud).

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