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Bper estende la rete del private banking

Bper Banca si prepara a consolidare la presenza sul territorio nazionale attraverso l’implementazione delle oltre 500 filiali acquistate da Intesa Sanpaolo a seguito dell’offerta pubblica di scambio della stessa Intesa su UBI. Una crescita territoriale che non solo rafforza la partecipazione della banca in aree del Paese come il nord-ovest, Lombardia in primis, ma è anche destinata ad avere ricadute dirette sulle attività di private banking, con impatto sui volumi delle masse gestite.

«L’operazione in corso – spiega Fabrizio Greco, responsabile della direzione Wealth e Investment Management di BPER Banca – ci consentirà di accrescere le quote di mercato in regioni strategiche, come Piemonte e Lombardia, soprattutto sotto il profilo della clientela. Una sfida impegnativa, ma anche una grande opportunità per migliorare ulteriormente servizi e performance».

Oggi il private banking, in casa Bper Banca, vale circa il 15% della raccolta gestita del Gruppo, che è intorno ai 41 miliardi di euro. Con 32 Centri Private presenti sul territorio nazionale, una rete di professionisti composta da circa 160 gestori, 25 mila clienti e masse gestite vicine ai 15 miliardi, le attività di consulenza e gestione patrimoniale dell’istituto di credito potrebbero subire un’importante accelerazione e una sostanziale crescita numerica con le trasformazioni in atto. Si inseriscono in questo scenario, in forte divenire, le sfide principali che la Direzione guidata da Greco si prepara ad affrontare: digitalizzazione e formazione.

«La piattaforma wealth a disposizione della nostra clientela – racconta Greco – è innovativa e risponde alle principali trasformazioni che interessano anche la domanda di servizi e consulenza. La digitalizzazione, però, resta una delle priorità su cui investire, per garantire un customer journey efficace, capace di dialogare con le altre modalità di interazione con i clienti. Penso alla necessità di garantire la presenza fisica nella gestione di processi complessi, come il passaggio generazionale. Altro pilastro della strategia sarà la formazione dei banker, chiamati ad allenare la capacità di ascolto attivo per meglio comprendere le esigenze della clientela».

Un compito sempre più rilevante in un settore caratterizzato da una domanda che sta cambiando. «Secondo recenti dati AIPB – commenta Greco -, degli oltre 800 miliardi di asset private del mercato servito dall’associazione, quasi il 20% compra servizi di consulenza evoluta. Dal punto di vista della domanda emergono trend sociodemografici che incidono sul settore: la necessità di integrare il reddito in ottica previdenziale, l’attenzione all’healthcare, il bisogno di far fronte a una minore indipendenza dei figli o di gestire da remoto i servizi, dettato proprio dal cambio generazionale in corso».

È questa, quindi, una delle principali sfide per il settore: «Andare incontro alle nuove esigenze della clientela – conclude Greco – partendo dalla fotografia degli asset disponibili per fare, però, un passo in avanti e comprendere quali nuovi spazi si offrono per una consulenza a 360°, da offrire anche con il contributo di specialisti qualificati».

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