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Bper, cda più snello e più poteri all’a.d.

Bper si allinea alle richieste di Banca d’Italia e corregge lo statuto con due interventi di peso: lo snellimento del Consiglio di amministrazione e il conferimento di maggiori poteri all’amministratore delegato.
Le modifiche saranno all’ordine del giorno, in via straordinaria, alla prossima assemblea dei soci della banca modenese presieduta da Ettore Caselli, convocata per il 18 aprile, a cui si affiancherà, per la parte ordinaria, la proposta di rinnovo di sette amministratori del Cda e la nomina del collegio sindacale.
Nel rispetto delle nuove disposizioni di vigilanza di Banca d’Italia in materia di governo societario emanate a maggio 2014 (circolare n.285 di dicembre 2013), Bper dovrà ridurre i membri del Cda dagli attuali 19 membri (18 in verità, vista la scomparsa a settembre scorso del consigliere Fioravante Montanari) a 15, con rinnovi previsti di 5 consiglieri ogni anno. La riforma entrerà in vigore subito ma andrà a regime entro giugno 2017. È dunque previsto un regime transitorio, che contempla una progressiva riduzione del numero dei consiglieri al passare degli anni. Nello specifico, in virtù del complesso sistema di rinnovo delle cariche di Bper, la proposta prevede che fino al 2016 il cda sarà formato in pratica da 17 membri (18 in termini formali), che scenderanno a 15 nel 2017. Fino ad oggi il Consiglio di Bper si è rinnovato parzialmente ogni anno nel corso di ogni triennio, nella misura di sei consiglieri il primo anno, sette il secondo anno e sei il terzo anno. Lo snellimento del Cda potrebbe peraltro essere superato dagli eventi qualora, come prevedibile, il possibile risiko bancario, oramai pronto a scattare alla luce della riforma delle banche popolari, dia luogo a un’aggregazione di Bper con una o più popolari.
L’altra riforma della banca guidata da Alessandro Vandelli riguarda i poteri dell’amministratore delegato, che si ampliano. Sempre su input della Vigilanza, d’ora in poi il manager potrà infatti prendere «ogni determinazione» non più solo in materia di erogazione di crediti ma in tutti i «casi d’urgenza» che possono presentarsi. Restano esclusi dall’esercizio dei poteri «vicari d’urgenza» tutte le delibere di competenza esclusa del Cda.
Nel contempo, per ragioni di «maggiore efficacia dell’azione di governo dell’impresa», si rafforza il potere di garanzia del presidente della banca: potrà prendere parte alle riunioni del Comitato esecutivo «senza diritto di voto e senza potere di proposta» ma nel contempo potrà «assicurare un efficace raccordo tra la funzione di supervisione strategica e quella di gestione».

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