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Bper accelera sulla riduzione degli Npl

Bper accelera sul piano di dismissione dei crediti deteriorati e archivia un 2017 con un utile netto di 176,4 milioni di euro, in aumento rispetto ai 14,3 milioni del 2016.
Sul risultato netto dell’istituto di credito di Modena, ha influito negativamente la prevista perdita generata dall’ingresso nel perimetro del gruppo di Nuova Carife e delle poste non ricorrenti per 169,9 milioni di euro, bilanciate dall’iscrizione del badwill per 190,9 milioni di euro. Il consiglio di amministrazione ha proposto un dividendo di 11 centesimi per azione, in crescita rispetto ai 6 centesimi di due anni fa. Il Cet1 ratio è pari al 13,7%, mentre il capitale in eccesso è pari a 1,9 miliardi di euro rispetti ai requisiti Srep 2018.
Entro l’estate Bper approverà il nuovo piano industriale con gli interventi sui crediti deteriorati. «E’ allo studio un aggiornamento del piano Npe con obiettivi di riduzione dello stock ancora più ambiziosi di quelli comunicati in novembre» ha spiegato l’amministratore delegato della banca, Alessandro Vandelli, nel diffondere i conti 2017. «L’aggiornamento verrà quindi recepito nel piano industriale già in avanzata fase di elaborazione, la cui approvazione è prevista entro l’estate» ha continuato Vandelli.
Il precedente piano di Bper prevedeva di ridurre lo stock dei crediti deteriorati lordi di 4 miliardi tra la fine del 2017 e il 2020. L’ammontare dei crediti deteriorati netti (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti) è pari a 5,4 miliardi, in diminuzione del 12,8% da fine 2016, con un coverage ratio complessivo del 48,7% (44,5% a fine 2016).
L’amministratore delegato di Bper ha sottolineato «il miglioramento della qualità del credito: per il sesto trimestre consecutivo, infatti, si riduce l’incidenza dello stock dei crediti dubbi, che tornano sotto la soglia del 20% dei crediti totali, facendo registrare un calo di oltre 3,5 punti percentuali in diciotto mesi. Il nuovo anno si preannuncia particolarmente impegnativo, considerando gli importanti progetti pianificati dal gruppo, in primo luogo la scelta strategica di imprimere un ulteriore forte impulso alla riduzione dei crediti deteriorati».

Carlo Festa

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