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Bot sotto l’1%, ai minimi da 2 anni

ROMA — I risparmiatori forse puntavano su un investimento più conveniente, ma i risultati dell’asta dei Bot semestrali ieri sono stati un gran bel segnale per il Tesoro e per i conti dello Stato: il rendimento di aggiudicazione dei titoli, andati letteralmente a ruba, è stato pari allo 0,92%, 43 punti base in meno di fine ottobre e si tratta della prima volta da agosto 2010 che scende sotto l’1%.
Ai minimi, questa volta però rispetto a febbraio 2011 anche il rendimento sul secondario dei Btp decennali, sceso al 4,59% che ha portato a 322 punti base lo spread con quello, pure in diminuzione, dei Bund tedeschi di uguale durata. La flessione è risultata più accentuata per i Bonos spagnoli, il cui spread è calato sotto il livello dei 400 punti base. Le tensioni sembrano essersi d’un tratto placate, sulla scia dell’accordo sugli aiuti alla Grecia e dell’approvazione del piano di ricapitalizzazione delle banche spagnole. Resta da vedere se non ci saranno ulteriori elementi di nervosismo a pesare sui mercati nei prossimi giorni, come per esempio i timori per un mancato accordo del Parlamento Usa sul superamento del fiscal cliff, costituito dal mix di tagli alle spese e aggravi di tasse in arrivo col primo gennaio, e le preoccupazioni per un nuovo default dell’Argentina, che ieri hanno già condizionato l’andamento delle Borse e dei cambi con l’euro debole a 2,2891 dollari. Quanto ai listini europei, hanno chiuso contrastati con Francoforte, Parigi e Londra in lieve progresso e Milano e Madrid in altrettanto tenue perdita rispettivamente dello 0,17% e dello 0,33%. Intanto a Bruxelles si valuta con soddisfazione l’accordo raggiunto (in vista dell’esame dell’Europarlamento in gennaio) sulle agenzie di rating, i cui cardini sono: tre valutazioni al massimo del debito sovrano ogni anno, più trasparenza, riduzione della dipendenza dalle valutazioni esterne, responsabilità civile ed elementi di concorrenza.
Meno positive sono le notizie sulla congiuntura. Ieri il centro studi della Confindustria ha segnalato che il quarto trimestre del 2012 ci sarà «un nuovo aggravamento della flessione del Pil (Prodotto interno lordo)» che ha registrato nel terzo trimestre 2012 il quinto calo consecutivo attenuando però il ritmo di contrazione. Si delinea quindi «un contesto molto negativo nei mesi autunnali».

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