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Bot ai minimi, la fiammata di Piazza Affari

ROMA — I tassi dei Bot trimestrali hanno toccato il minimo storico mentre quelli a scadenza annuale sono scesi sotto l’1%: i risultati dell’asta di ieri sono andati meglio di quanto il Tesoro sperasse, hanno sostenuto i guadagni di Piazza Affari e hanno riportato a quota 300 lo spread tra i rendimenti dei Btp decennali e i Bund tedeschi di uguale durata. Le tensioni determinate dall’incertezza pre e post elettorale sembrano dunque essere state riassorbite. Anche se la prudenza continua ad essere d’obbligo, nel giorno in cui il Def del governo stima che il debito supererà quest’anno il 130% del Pil.
Intanto però le quotazioni dell’Italia fra gli investitori ieri sono risalite, tanto da far passare senza colpo ferire, l’allarme lanciato dalla Commissione europea sulla permanenza del rischio contagio per il nostro Paese a causa della debolezza delle banche. Hanno invece avuto un’incidenza positiva le dichiarazioni del commissario Ue per gli Affari economici e monetari che ritiene elevata la possibilità di chiusura della procedura di deficit eccessivo a carico dell’Italia. Certo a spingere al rialzo la Borsa di Milano e gli altri listini europei, sono state anche le notizie sulla forte ripresa delle domanda interna della Cina che hanno messo il motore a Wall Street, ma il rialzo italiano, su cui non ha pesato invece il dato sul calo della produzione industriale in febbraio, è stato secondo in Europa solo a quello di Madrid che ha chiuso con un guadagno del 3,35%. Piazza Affari ha messo a segno un rialzo del 3,19%, seguita dalle Borse di Francoforte (+2,27%), Parigi (+1,99%) e Londra (+1,17%).
Ma torniamo all’asta dei titoli di Stato: la domanda di Bot a 12 mesi, offerti per 8 miliardi di euro sono stati chiesti per 13,1 miliardi e sono stati assegnati ad un tasso dello 0,92%, lo 0,36% in meno dell’asta di febbraio. Per i Bot a 3 mesi, offerto per 3 miliardi di euro, le richieste sono state pari a 5,7 miliardi e il tasso di aggiudicazione è stato dello 0,24% il minimo storico per il titolo più breve. Soddisfatto il premier Mario Monti. «È un capitale, questo, della credibilità in termini di riequilibrio finanziario che è costato a tutti gli italiani molti sacrifici e che genera vantaggi cospicui. Sarebbe disastroso perderlo oggi», ha detto.
Ma è tutto il mercato che gira a grande velocità per effetto dell’azione delle banche centrali: il piano anti-speculazione della Bce, il quantitative easing della Federal Reserve Usa, che ieri, con la diffusione dei verbali della riunione di marzo, ha confermato che manterrà il programma fino alla fine dell’anno, e da ultimo la potente manovra di allentamento monetario e di stimolo all’economia varata dalla banca centrale del Giappone che ha messo in moto una valanga di capitali in cerca di investimenti e rendimenti attraenti.

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