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Borse Ue giù, vola Wall Street

Borse a due velocità, con l’Europa in affanno e Wall Street al galoppo. Milano è stato il peggior listino del Vecchio continente, chiudendo in calo dell’1,24% a 22.011 punti. Ribassi più contenuti a Francoforte (-0,83%), Parigi (-0,57%) e Londra (-0,48%). Piazza Affari è stata penalizzata dall’apprezzamento dell’euro e dall’allargamento dello spread Btp-Bund a 138,300 (+2,5 punti): quest’ultimo fattore ha influenzato negativamente il settore bancario. Sul differenziale hanno pesato due elementi: l’incertezza per la formazione del nuovo governo e i timori relativi a un’alleanza tra i due partiti antisistema, il Movimento 5 Stelle e la Lega. Secondo gli economisti di JPMorgan, se il prossimo esecutivo non rappresenterà una minaccia per lo status quo in Europa, questo porterà probabilmente a un restringimento consistente dello spread, così come dei differenziali di rendimento degli altri paesi dell’Eurozona. Questo rimane lo scenario base, sebbene la situazione politica incerta in Italia inviti a mantenere un approccio cauto.Intanto il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, è tornato per l’ennesima volta all’attacco sulla politica monetaria: la Bce deve fermare il Quantitative Easing per avere più margini di manovra in caso di crisi congiunturale.

A New York, invece, gli indici viaggiavano in progresso di oltre due punti percentuali, grazie al clima più disteso tra Cina e Stati Uniti sul fronte dei dazi commerciali.

A Milano forti vendite sulle banche: Banco Bpm -3,06%, Ubi B. -2,88%, Unicredit -2,37%, Mediobanca -1,83%, Intesa Sanpaolo -0,97, Bper -0,88%. Telecom Italia ha chiuso la seduta in linea con il mercato (-1,40% a 0,7618 euro): Equita sim, che ha confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 1,02 euro, evidenzia che un portavoce del fondo Elliott ha espresso fiducia all’a.d. di Tim, Amos Genish. In controtendenza Stm (+0,05%) e Tenaris (+0,26%), mentre Fca (-0,76%) ha mostrato una buona resistenza ai cali diffusi: secondo fonti di mercato, il gruppo è al lavoro sullo spin-off di Magneti Marelli, che potrebbe essere discusso nel cda il mese prossimo.

Nel resto del listino in gran spolvero Igd (+9,09% a 7,15 euro) nel primo giorno dell’aumento di capitale. Invariata Saras: il margine di raffinazione medio nell’area del Mediterraneo la scorsa settimana si è attestato a circa 2,8 dollari al barile, in calo rispetto ai 3,1 dollari dei sette giorni precedenti. Nei cambi, l’euro è terminato sopra 1,24 dollari a 1,2436. La sterlina è stata scambiata sopra 1,42 sul biglietto verde e lo yen è rimasto forte intorno a 105 dollari. Per le materie prime, quotazioni petrolifere in rallentamento di circa 30 centesimi, con il Brent a 70,19 dollari e il Wti a 65,56. Tonico l’oro, che guadagnava 8 dollari a 1.355.

Massimo Galli

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