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Abi, prestiti saliti del 3,9%. Allungare moratoria per pmi

Ad agosto sono cresciuti del 3,9% i prestiti a imprese e famiglie rispetto a un anno fa, secondo i dati dell’Abi contenuti nel consueto rapporto mensile del’associazione bancaria italiana. A luglio si era registrato un aumento tendenziale del 4,4% per i prestiti alle imprese (mentre a febbraio 2020 si registrava un valore del -1,2%). L’aumento è stato dell’1,7% per i prestiti alle famiglie. È necessario allungare le moratorie oltre il 30 settembre per aiutare le imprese a ripagare i debiti e a fare in modo che non si trasformino in crediti deteriorati, ha detto il vice d.g. dell’Abi, Gianfranco Torriero. Al momento le moratorie riguardano oltre un milione di pmi e sono state concesse alle imprese in base ai decreti Cura Italia e Liquidità, garantite al 30% dallo Stato e hanno consentito la sospensione delle rate su prestiti per un valore di circa 160 miliardi.

I tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento sono rimasti ad agosto a livelli bassi. Il tasso medio sul totale dei prestiti è il 2,34% (2,34% anche il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007); il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è l’1,01% (1,19% il mese precedente; 5,48% a fine 2007). Torna a salire il tasso sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni che si attesta all’1,31% (1,26% a luglio 2020, 5,72% a fine 2007). Migliora la qualità del credito. A luglio le sofferenze nette sono 24,6 miliardi di euro, in calo rispetto ai 31,9 miliardi di luglio 2019 (-7,3 miliardi pari a -23,0%) e ai 39,9 miliardi di luglio 2018 (-15,3 miliardi pari a -38,4%), tornando sui valori di settembre 2009. Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 64 miliardi (pari a -72,3%). Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è dell’1,41% a luglio 2020 (era 1,83% a luglio 2019, 2,31% a luglio 2018 e 4,89% a novembre 2015). Cresciuti ancora i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) saliti ad agosto di oltre 110 miliardi di euro rispetto all’anno scorso (variazione pari a +7% su base annua), mentre la raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, è scesa, negli ultimi 12 mesi, di circa 17 miliardi di euro in valore assoluto (pari a -7,1%). La dinamica della raccolta complessiva è aumentata del +5,2%.

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