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Borse, torna la paura del Covid

I timori legati a una nuova ondata del coronavirus hanno frenato le borse europee, con Piazza Affari penalizzata anche dallo stacco delle cedole di alcune grandi aziende. A Milano il Ftse Mib ha perso lo 0,71% a 19.479 punti. Negative anche Londra (-0,76%), Parigi (-0,62%) e Francoforte (-0,55%). A New York, invece, il Dow Jones e il Nasdaq avanzavano rispettivamente dello 0,55 e dello 0,98%.

Sul mercato obbligazionario ha prevalso la cautela: un continuo aumento dei casi di Covid-19 potrebbe richiedere una nuova serie di misure di blocco e questa incertezza favorisce gli asset più sicuri come i titoli di stato. Il rendimento del Bund tedesco è sceso a -0,44%, mentre lo spread con il Btp è diminuito a 173. JPMorgan prevede che i rendimenti dei governativi nell’Eurozona si restringano entro la fine dell’anno: in particolare, il Btp-Bund a 130. Secondo la banca d’affari, gli acquisti da parte della Bce supereranno l’emissione di titoli sovrani nei prossimi mesi. «Le dinamiche di domanda e offerta di obbligazioni diventeranno ancora più favorevoli nella seconda metà del 2020, poiché prevediamo che il ritmo delle emissioni diminuirà in futuro, soprattutto in periferia, dopo i massicci collocamenti nella prima metà dell’anno». Al tempo stesso gli acquisti dell’Eurotower continueranno a velocità sostenuta.

Intanto i Treasury Usa sono stati interessati dagli acquisti, nella scia del clima negativo provocato dalla pandemia: il rendimento del T-Note decennale è sceso allo 0,681% dallo 0,696% di venerdì scorso. «Le ragioni di preoccupazione che hanno pesato sull’azionario venerdì pomeriggio sono state rafforzate nel corso del fine settimana», ha commentato Adam Crisafulli, esperto di Vital Knowledge. «I governi sembrano destinati a procedere con la riapertura, ma il vero motore della crescita sarà la normalizzazione comportamentale dei consumatori e molto probabilmente ciò sarà ostacolato dal costante flusso di notizie negative sul coronavirus».

A Milano hanno staccato la cedola alcune blue chip, che hanno risentito dell’operazione: Snam -6,14%, Terna -6,07%, Poste italiane -1,78%, Stm -2,11%, Leonardo -3,05%, Exor -0,86%, Tim -0,05%. Lettera su Atlantia (-1,99%), alle prese con la questione delle concessioni autostradali. Giù anche Tenaris (-1,71%), nonostante il miglioramento di Goldman Sachs a buy, mentre ha guadagnato terreno Fiat Chrysler (+1,36%). Ben comprate Inwit (+3,02%) e Interpump (+6,25%), che hanno festeggiato l’ingresso nel paniere principale. Tra i bancari deboli Intesa Sanpaolo (-0,14%) e Unicredit (-0,17%). Su Aim Italia vivace Digital Value (+3,38%), che si è aggiudicata un nuovo contratto da 28 milioni di euro a sostegno del processo di digitalizzazione nazionale.

Nei cambi, l’euro era scambiato intorno a 1,1255 sul dollaro.

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