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Borse su, lo spread in picchiata a quota 135 punti. Btp al nuovo minimo

Da un record all’altro. Wall Street spinge gli acquisti dall’Asia all’Europa, in scia alla ripresa dell’economia degli Stati Uniti, ma sugli scudi è sempre l’Italia dove in un giornata interlocutoria dal punto di vista macroeconomico spiccano spread e Btp. La differenza di rendimento tra i titoli di Stato italiani e tedeschi scivola sotto quota 135 punti base, ai minimi dal 15 aprile 2011, prima dello scoppio della crisi del debito, con i Btp a 10 anni che rendono il 2,72% dopo essere scesi fino al 2,69%. Una contrazione di buon auspicio in vista della due giorni di aste in programma dal Tesoro. Mercoledì saranno offerti in asta 6,5 miliardi di titoli a un anno, mentre giovedì sarà la volta dei Btp a media e lunga durata: oggi il ministero comunicherà l’ammontare che proverà a collocare. Già nei giorni scorsi il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, aveva spiegato come il Paese sta cercando di trarre il massimo beneficio dalla riduzione dei tassi per rifinanziare il proprio debito. 

Insomma il trend sul debito pubblico italiano resta di buon auspicio in vista della revisione del giudizio di Moody’s venerdì prossimo e nonostante la bocciatura di

S&P della scorsa settimana: secondo l’agenzia di rating è ancora troppo presto per valutare l’impatto dell’azione di governo sui conti del Paese.

La giornata di oggi resta comunque priva di importanti spunti: l’attesa si sposta a domani con i dati Istat sul Pil italiano e a mercoledì con l’incontro tra il presidente della Bce, Mario Draghi, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel: Berlino vuole capire quali sono le intenzioni dell’Eutower dopo l’ultimo taglio dei tassi. A livello internazionale si segnala la crescita del Pil giapponese che nel primo trimestre segna un +1,6% grazie alle spese delle famiglie aumentate del 2,3% tra gennaio e marzo rispetto al periodo compreso tra ottobre a dicembre. A trainare la crescita, però, è stato l’anticipo di molti acquisti di beni durevoli prima che scattasse l’aumento (dal 5 all’8 per cento) dell’imposta sui consumi.

In questo contesto a Milano Piazza Affari è in rialzo dello 0,5% aggiornando i massimi dell’anno oltre quota 22.400 punti: sotto i riflettori, ancora una volta, Mps con il via all’aumento di capitale. Nel resto d’Europa i listini sono ben intonati in scia alla seduta dell’Asia e dei nuovi record fissati venerdì scorso a Wall Street dall’S&P 500 e dal Dow Jones. Poco mosso l’euro: la moneta unica segna 1,3649 contro il dollaro (1,3643 venerdì in chiusura di settimana). In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo sui massimi degli ultimi tre mesi con il Nikkei che ha guadagnato lo 0,31%.

Sul fronte delle materie prime l’oro è in ribasso in avvio di settimana con il lingotto con consegna immediata scambiato vicino ai minimi da quattro mesi a questa parte a 1.252,8 dollari l’oncia. In rialzo le quotazioni del petrolio dopo i dati sulla crescita in  Usa e Cina dei giorni scorsi. I contratti sul greggio Wti  con scadenza a luglio vengono scambiati a 102,87 dollari al barile. Il Brent sale a 108,7 dollari.

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