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Borse, spread e Btp grande attesa per il voto dei mercati

OSLO — Oggi, i mercati giudicano l’Italia. Succede ogni lunedì, con la riapertura delle Borse. Ma questo lunedì è particolare: Mario Monti ha preannunciato le sue dimissioni, Silvio Berlusconi il suo ritorno in campo, la politica italiana torna a incendiarsi. Proprio mentre nuove aste dei titoli di Stato si profilano per la metà della settimana.
Il nervosismo varca le frontiere. Berlusconi è «il contrario della stabilità», afferma il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz in un’intervista all’agenzia Ansa, «mentre l’Italia e l’Europa hanno bisogno di stabilità e di un’Italia forte, non di un Berlusconi».
«Non ho sentito quelle parole», glissa lo stesso Berlusconi. Ma per lui rispondono da Roma le voci adirate del Pdl, e da Bruxelles il vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, che parla di «intervento inopportuno» nella vita democratica interna di uno Stato.
«I mercati? Vedremo che cosa faranno», ha detto ieri il presidente Giorgio Napolitano: adesso, il momento è arrivato. E tornano i timori dello spread, della speculazione finanziaria. Monti avrebbe terminato comunque il suo mandato entro la fine dell’inverno, quella svolta era scontata e così pure i suoi strascichi di tensione: già da giovedì scorso le Borse ne avevano dato qualche indizio. Ma l’accelerata imprevista degli eventi spariglia in un modo o nell’altro tutte le carte. Nelle ultime ore l’Unione Europea, idealmente riunita qui a Oslo per la consegna del premio Nobel per la pace, ha lasciato filtrare vari segnali di inquietudine. «Sono preoccupato per le dimissioni di Monti, è uno dei migliori leader che abbiamo», ha scritto su Twitter il ministro finlandese delle politiche europee, Alexander Stubb. E «Ue preoccupata per il futuro dell’Italia», titola oggi il quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung, a corredo di un’intervista con Klaus Regling, numero uno del fondo salva Stati Efsf che incita il nostro Paese ad andare avanti «con le riforme, per sé e per l’euro». Fra gli stuoli di portavoce e funzionari qui al seguito dei leader Ue, braccia spalancate e occhi rivolti al cielo accolgono già la domanda «che ne dici degli ultimi sviluppi italiani?». C’è poco da stupirsi, azzarda Leoluca Orlando dell’Italia dei Valori, «Schulz ha detto semplicemente ciò che pensano tutte le cancellerie europee e d’Oltreoceano».
Al presidente dell’Europarlamento, hanno risposto in diversi: Maurizio Gasparri l’ha definito «un palese nemico del centrodestra»; per Fabrizio Cicchitto le sue parole vanno «rinviate al mittente», per Enrico Pianetta sono un attacco «scomposto e quasi disperato», per alcuni senatori Pdl «un fatto di inaudita gravità».
Oggi Monti sarà qui con gli altri leader, per la cerimonia del Nobel. Poi, mercoledì e giovedì, ci saranno le aste dei Bot a un anno (6,5 miliardi) e dei Btp a scadenza triennale (3-4 miliardi). Poi ancora altre aste importanti di titoli, in Spagna. Occhi attenti guarderanno dalle altre capitali: gli esami, come insegnava il sommo Eduardo, non finiscono mai.

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