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Borse, seduta tranquilla

Le borse europee hanno chiuso in territorio positivo, tranne quella britannica. Rimane, fra gli operatori, la propensione al rischio sui mercati, in assenza di notizie negative sul fronte geopolitico e grazie al fatto che per l’uragano Irma lo scenario peggiore sia stato evitato. A Milano il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,45% a 22.233 punti.

Nel resto del continente bene Parigi (+0,62%) e Francoforte (+0,40%). In controtendenza Londra (-0,17%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq salivano rispettivamente dello 0,29 e dello 0,15%. Nuovo record storico, inoltre, per l’S&P 500 a 2.495.

Non ci sono stati dati macroeconomici rilevanti, mentre il vicepresidente della Bce, Vitor Constancio, ha ribadito che l’istituto «intende comprare titoli a un ritmo di 60 miliardi di euro al mese fino a dicembre 2017, oppure oltre, se necessario».

A Piazza Affari Unicredit si è posizionata in vetta all’indice principale con un +3,14% a 17,72 euro: gli analisti di Keefe, Bruyette & Woods hanno alzato il prezzo obiettivo da 18,21 a 18,70 euro, confermando la raccomandazione outperform. Su di giri anche Bper (+3,09%), Banco Bpm (+3,01%), Ubi B. (+2,15%), Mediobanca (+0,98%) e Intesa Sanpaolo (+0,98%).

In leggero rialzo Telecom Italia (+0,19%), con gli analisti che restano positivi sul titolo, in attesa di notizie sul fronte della governance e della rete.

Nel resto del listino ancora in progresso Fincantieri (+2,01%): il mercato scommette su una soluzione positiva per Stx France, dopo l’incontro tra i ministri economici di Italia e Francia. In gran spolvero Be (+7,79%), che ha festeggiato l’accordo con Murex. Denaro anche su Sias (+0,44% a 13,84 euro): Banca Akros ha migliorato il target price da 13 a 16 euro, ribadendo il rating buy. Kepler Cheuvreux ha inoltre alzato l’obiettivo da 12,8 a 14,9 euro (buy). Infine, EPrice ha messo a segno un +9,93% in vista dei risultati semestrali che saranno approvati oggi dal cda.

Nei cambi, chiusura stabile per l’euro sotto 1,20 dollari a 1,1954. Il cambio con lo yen è stato fissato a 131,37.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere in rialzo, con il Brent a 54,27 dollari (+43 centesimi) e il Brent a 48,27 (+20 cent). Per la prima volta da aprile, la produzione dei paesi Opec è calata in agosto a 32,74 milioni di barili al giorno, con una riduzione pari a 79 mila barili rispetto al mese precedente. La diminuzione è legata alla minore offerta di greggio dalla Libia, dal Gabon, dal Venezuela e dall’Iraq.

Intanto l’oro continua a rallentare dopo la recente corsa: il metallo giallo cedeva 6 dollari a 1.327.

Giacomo Berbenni

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