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Borse, scossa iniziale poi tutte in rialzo Wall Street su dell’1,1%

Dopo lo sbandamento iniziale seguito alla notizia che Donald Trump sarebbe diventato il 45esimo presidente degli Stati Uniti, i mercati hanno rapidamente recuperato il sangue freddo. E ieri soltanto la Borsa di Tokyo ha registrato un’ondata di vendite da panico, chiudendo con una perdita del 5,36%. Quasi tutti i listini europei, dopo un’apertura pesante, con cali prossimi o superiori al 2%, hanno chiuso la prima seduta successiva all’«election day» americano con il segno «più»: Francoforte +1,56%, Parigi +1,49%, Londra +1%. Piazza Affari (-0,10%) e Madrid (-0,4%) hanno registrato perdite contenute. Sorprendente il risultato della Borsa emergente di Mosca, dove l’indice Micex ha salutato la nuova presidenza con un rialzo del +2,22%.

Wall Street invece non ha avuto esitazioni. Fin dall’inizio di seduta i principali indici hanno aperto in lieve rialzo e dopo un andamento altalenante, hanno confermato la tendenza al rafforzamento: il Dow Jones +1,39% , l’S&P500 +1,11%, il Nasdaq +1,11%. «La reazione iniziale dei mercati è stata determinata dalla necessità di smontare posizioni che scontavano la vittoria della candidata Hillary Clinton. Nel corso della seduta si è poi registrato un vistoso recupero, soprattutto nel comparto farmaceutico, nei bancari e petroliferi, perdite nelle auto», commenta Matteo Ramenghi, direttore investimenti di Ubs wealth management Italia. Analoghe a quelle delle Borse le oscillazioni del cambio: dollaro in calo del 3% contro euro a inizio mattinata fino a 1,13, quindi in ripresa fino a 1,0947. Stabile lo yen. Infine l’oro, che dopo una fiammata di circa il 3% ha visto sfumare tutti i guadagni di giornata. La corsa al bene rifugio per eccellenza non c’è stata. E non si è infiammato neppure lo spread Bund Btp che ha chiuso a 155 punti, dopo una corsa iniziale fino a 162. Si è chiusa così, in modo quasi banale, una giornata sorprendente che nelle aspettative di molti analisti avrebbe potuto avere ben altra storia. L’elezione di Donald Trump è «un ulteriore elemento di incertezza che andrà affrontato con pragmatismo», ha commentato il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. «Trump ha fatto un discorso molto americano, enfatizzando il concetto di opportunità diffusa. Va messo alla prova, soprattutto con le nomine», ha aggiunto il presidente di Telecom Italia Giuseppe Recchi.

Marco Sabella

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