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Borse, ritorno al pre-lockdown Ma Fitch vede nero sul 2020

Anche la Bce ieri ha gettato acqua gelida sui bollori delle Borse, ricordando – nel Financial Stability Review – che la pesante recessione espone il sistema finanziario a rischi: gli elevati debiti, le banche poco profittevoli, le fragilità dei mercati, la probabilità di default aziendali e la caduta dei prezzi delle case mantengono un’ombra sul ritorno alla normalità. Eppure le Borse sembrano vedere solo rosa. Perché? La principale ragione del loro ottimismo va cercata nell’abbondante liquidità che le banche centrali hanno pompato sui mercati finanziari. Ieri è arrivata la promessa di nuovi stimoli in Cina. Si tratta di quella “droga” monetaria che spesso fa sembrare oro anche quello che luccica appena.

A guardare le Borse, con molti listini risaliti addirittura sui livelli precedenti al lockdown italiano di marzo, verrebbe da tirare un sospiro di sollievo. Verrebbe da dire: è passata la nottata. Ad ascoltare gli allarmi che arrivano dalle banche centrali (ieri è stata anche la Bce a mettere in guardia sui rischi in Europa) verrebbe invece da stare più cauti. Molto più cauti. Dove sta dunque la ragione? Nelle Borse (che trainate ieri proprio dalla speranza per la fine dei lockdown hanno guadagnato in Europa tra l’1,2% di Francoforte, l’1,5% di Milano e il 2,15% di Madrid) o nella cautela delle banche centrali, consapevoli del fatto che la strada della ripresa sarà lunga e piena di incognite? Per rispondere non si può che guardare cosa c’è in entrambi i piatti della bilancia.

Le ragioni dell’ottimismo

I motivi per guardare al futuro con un certo ottimismo in effetti non mancano. Uno studio di Goldman Sachs sugli effetti della fine dei lockdown in tutto il mondo evidenzia che – per ora – la riapertura di negozi, uffici e fabbriche non ha mostrato da nessuna parte una nuova impennata dei contagi: «Non ci sono evidenze sul fatto che i Paesi che per primi hanno terminato il lockdown abbiano, per ora, registrato una ripresa del virus – scrivono gli economisti di Goldman -. Questi risultati sono incoraggianti, sebbene rimangano solo suggestioni in questa prima fase di riaperture».

A giustificare l’ottimismo delle Borse sono anche alcuni sporadici indicatori economici. In questi giorni in Germania sono arrivati gli indici sulla fiducia delle imprese (Ifo) che hanno mostrato un certo miglioramento. Anche sul settore manifatturiero. Gli economisti di Cassa Lombarda notano inoltre che «maggio ha registrato il secondo cospicuo consecutivo aumento dell’indice delle aspettative economiche degli operatori finanziari in Eurozona». Dato che le Borse guardano avanti, hanno colto questo – pur lieve – cambiamento. E, inebriate dalla grande abbondanza di liquidità gettata in pasto agli investitori dalle banche centrali, sono salite anche velocemente.

Che il rimbalzo sia serio l’ha dimostrato il fatto che a salire maggiormente ieri in Europa siano stati proprio i settori più colpiti dal Covid 19: le banche (+5,45%), le assicurazioni (+4,06%) e il settore automobilistico (+2,88%). Ma a svettare davvero, con il salto maggiore, è stato il settore ferito quasi mortalmente dal coronavirus: il comparto di turismo e viaggi, che in Europa ha registrato ieri un rialzo del 6,81%. Segno che (forse) dopo mesi di duri ribassi su questi settori sta iniziando una prima rotazione. Insomma: segno che il mercato inizia posizionarsi davvero sul dopo-lockdown.

Le ragioni del pessimismo

Purtroppo però i motivi per stare cauti sono ancora più convincenti: la caduta dell’economia globale è violenta e la ripresa difficilmente sarà veloce e forte come le Borse scontano. Ieri è stata Fitch a ricordarlo a tutti: l’agenzia ha abbassato le stime sul Pil mondiale nel 2020 da -3,9% a -4,6%. A causare questa frenata è in buona parte l’Europa, che registrerà – secondo Fitch – una caduta dell’8,2% (rispetto al -7% stimato in precedenza). Ancora peggio l’Italia (-9,5% rispetto al -8%), che nel 2021 è attesa in rimbalzo del 4,2%.

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