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Borse, riparte la corsa al record

La Borsa americana guida una nuova carica al rialzo sui mercati azionari globali. E le Borse europee seguono a ruota, toccando in chiusura i livelli massimi degli ultimi sei anni. L’indice Dow Jones e lo Standard & Poor’s 500 sono svettati a nuovi record nel corso della seduta di ieri: il Dow ha guadagnato già in mattinata oltre cento punti, continuando una corsa che lo aveva già visto archiviare un massimo storico venerdì.
Lo S&P 500 ha a sua volta bruciato la chiusura record di 1890,91 punti che risale a inizio aprile. Il Nasdaq, lontano da record ma di recente più in difficoltà tra i grandi indici, ha fatto ancora meglio. E le Borse europee hanno chiuso tutte con il segno più: Francoforte +1,26%, Milano +0,48%, Madrid +0,76%, Londra +0,55%, Parigi +0,37%.
Wall Street da record
In un segno della generale tendenza rialzista gli investitori – apparsi più fiduciosi sull’economia americana e mondiale, Cina compresa, e immuni alla crisi in Ucraina – hanno premiato anche titoli hi-tech considerati a maggior rischio. Guadagni sono stati messi a segno da Twitter come da Netflix, da Amazon come da Facebook. Il leader del microblogging, in particolare, ha recuperato il 4,5% dopo aver perso il 18% in una settimana. E il re dello streaming video, Netflix, è risalito del 4% dalle perdite del 31% sofferte da marzo. Nei giorni scorsi gli investitori si erano rifugiati soprattutto sui marchi considerati più sicuri, quali Apple e Google, che hanno comunque a loro volta continuato a salire nelle ultime ore.
Ancora: nel Dow Jones Internet Index ben 40 titoli su 41 hanno guadagnato terreno, compresi nomi quali Salesforce e TripAdvisor con oltre il 5 per cento. E rialzi, in un ulteriore segno della rinnovata ampiezza degli acquisti da parte degli investitori, sono scattati nell’indice dei titoli a piccola capitalizzazione, il Russell 2000: ha guadagnato il 2,2% durante la giornata. «Stiamo assistendo a un rimbalzo nei titoli più penalizzati», ha commentato Terry Morris di National Penn Investors.
La seduta ha offerto conferme anche della nuova stagione di fusioni e acquisizioni, stimolata dalla solidità delle aziende e del mercato e a sua volta divenuta pilastro della marcia della Borsa. Nel settore alimentare Hillshire Brands ha rilevato la Pinnacle Foods per 4,3 miliardi di dollari in contanti e azioni. Nei media è salita del 3,2% la 21st Century Fox di Rupert Murdoch alla notizia di trattative per cedere le Pay Tv in Germania e Italia a BSkyB, controllata al 39% dalla Fox, in un’operazione valutata dieci miliardi di euro. Pfizer ha inoltre difeso in una lettera al parlamento britannico la sua proposta di mega-merger da oltre cento miliardi con Astra-Zeneca.
Europa ai massimi da 6 anni
Gli stessi temi hanno messo in fibrillazione anche i listini europei: da un lato la riaperta stagione delle fusioni, dall’altro i positivi risultati aziendali. Nel Vecchio continente, poi, c’è un motivo in più per far salire le Borse: l’attesa per una mossa espansiva da parte della Banca centrale europea a giugno.
A trainare il Vecchio continente, secondo alcuni osservatori, sono stati anche i risultati comunicati da varie aziende italiane. Per esempio da UniCredit e dalla Popolare di Milano, che hanno annunciato risultati del primo trimestre migliori delle attese. Questi annunci, associati anche da alcuni report di analisti, hanno spinto al rialzo i titoli: UniCredit ha guadagnato l’1,37%, mentre la Popolare di Milano l’1,89%. Stesso discorso per Atlantia, che ha guadagnato addirittura il 4,53%.
Tutto questo ha rinvigorito le attese sulla ripresa economica in Europa, a partire da uno dei Paesi più in difficoltà come l’Italia. La prospettiva che si apre davanti agli investitori, insomma, è di un’Europa che riparte e di una Bce che dovrebbe mettere in piedi nuove misure espansive.
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