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Borse, rimbalzo dopo la grande paura

Una rondine fa primavera? Gli operatori, tutti, rispondono: calma e prudenza. Non potrebbe essere altrimenti: a fronte di un evento rilevante, e non decifrabile negli effetti futuri, quale la Brexit è preferibile restare cauti.
Ciò detto, però, ieri le Borse hanno finalmente ripreso fiato. Tutti i principali listini del Vecchio continente sono rimbalzati. Piazza affari, che durante le contrattazioni è arrivata a guadagnare oltre il 4%, è stata la migliore (+3,3% in chiusura). A seguire le altre: da Madrid (+2,48%) a Parigi (+2,61%) fino a Francoforte (+1,93%) e Londra (+2,64%).
In generale un po’ tutti i settori hanno contribuito alla risalita dei mercati. Le utility, all’interno dell’indice paneuropeo Stoxx Europe 600, hanno archiviato la seduta in rialzo del 3,3%. I titoli telecom, dal canto loro, sono aumentati del 3,67% mentre media e industriali hanno guadagnato rispettivamente il 2,9 e il 2,62%.
Al di là di ciò, tuttavia, la parte del leone è stata interpretata dal mondo finanziario: così le assicurazioni sono cresciute del 3,61%; i servizi finanziari del 3,87% e le banche si sono portate a casa il 2,53%.
Le percentuali, soprattutto con riferimento agli istituti di credito, migliorano nel momento in cui si volge lo sguardo a Piazza Affari. Qui il Ftse Italia Bank ha chiuso con un guadagno del 3,18%. La dinamica, a ben vedere, non stupisce. Gli istituti di credito italiani sono stati tra quelli più colpiti nelle recenti sedute. Un andamento, si sa, conseguenza di un mix di cause.
Tra queste, va ricordato, una è di carattere generale. Gli investitori, dopo la Brexit, hanno spinto le strategie «risk off». Vale a dire: temendo per il futuro dell’Europa, e in particolare dell’euro, hanno ridotto la loro esposizione al rischio-Eurolandia. E così, hanno venduto i titoli bancari. Anche, e soprattutto, quelli italiani. Può obiettarsi: nel passato la fuga dal rischio c’era già stata. Vero! Adesso, però, a fronte del Qe della Bce, lo strumento per scaricare lo “stress” non può essere il BTp (o il Bonos spagnolo). Di conseguenza le vendite (speculative) colpiscono i settori che, a torto o a ragione, sono considerati più sensibili alle dinamiche di sistema.
Oltre a ciò, nel caso italiano, le banche hanno sofferto (non solo adesso) dei timori legati alle sofferenze e alla nuova norma sul bail-in. Un mix di cause che, per l’appunto, ne ha fatto facile preda delle vendite ribassiste.
Sennonchè ieri sono arrivate le conferme rispetto all’azione del Governo in favore di misure a sostegno delle banche. Lo stesso vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, mentre Parlamento ed Esecutivo di Bruxelles ribadivano la necessità di accelerare i tempi sulla Brexit, ha confermato i contatti in corso con Roma.
È chiaro che, di fronte a queste novità, gli investitori da un lato hanno chiuso le posizioni ribassiste (facendo salire i corsi azionari). E, dall’altro, hanno ripreso ad acquistare i titoli bancari scommettendo su di un programma che possa risolvere i problemi.
Ma non sono stati solamente gli istituti di credito. A differenza di due giorni fa Wall Street ha aperto al rialzo. Una dinamica, fors’anche aiutata dalla migliore lettura finale del Pil Usa (+1,1%) del primo trimestre 2016, che inevitabilmente ha sostenuto i listini del Vecchio continente.
Già, il Vecchio continente. La sua moneta unica, un po’ come accade da tempo, ha proseguito il trading laterale nei confronti del dollaro. Ieri, in serata, ha chiuso in leggero rialzo a 1,104. Il trend è stato replicato anche dalla sterlina che, seppure da inizio anno cede oltre il 9% verso il biglietto verde, ieri è un po risalita (+0,48%). Tutto rose e fiori, quindi? Ovviamente no. Proprio sul fronte valutario il presidente della Bce, Mario Draghi, ha indicato di temere la corsa alla svalutazione delle monete.
Infine: spread e petrolio. Il differenziale tra Roma e Francoforte è sceso a 142,6 punti base. L’oro nero, invece, è salito (+3% per il Brent). Il sincrono positivo tra barile e Borse, almeno ieri, è tornato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Vittorio Carlini

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