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Borse, rally in Europa Milano vola e annulla le perdite da inizio anno

Le indicazioni che arrivano dai direttori d’acquisto delle aziende europee sono le peggiori che ci si potesse attendere, eppure i listini del Vecchio Continente mettono a segno la migliore seduta da otto mesi a questa parte (con rialzi medi nell’ordine del 3%) annullando le perdite da inizio anno. Un vero paradosso, quindi, che dalle sale operative spiegano con l’ipotesi che la Banca centrale europea (Bce), spaventata dalla serie di dati macroeconomici negativi, possa ridurre di nuovo i tassi di interesse del l’Eurozona nella riunione del 2 maggio prossimo.
Una logica del «tanto peggio, tanto meglio» alla quale in genere ci avevano abituato gli investitori Usa, non senza ragione. Alle indicazioni negativi sull’economia, la Federal Reserve (che ha come mandato il sostegno della crescita americana) ha infatti spesso risposto a colpi di «quantitative easing», inondando cioè i mercati con fiumi di denaro. Più difficile è invece ragionare con una chiave simile in Europa, dove le armi della Bce sono differenti e l’efficacia di un taglio dei tassi (già allo 0,75%) di 25 punti base resta tutta da dimostrare. A maggior ragione alla luce delle difficoltà mostrate dai meccanismi di trasmissione della politica monetaria all’economia reale, più volte sottolineati anche dallo stesso presidente Mario Draghi.
Ma la liquidità in cerca di rendimenti che le Banche centrali (ultima quella del Giappone) stanno continuando a iniettare nel sistema è tale che gli investitori ieri si sono fatti poche domande sulle possibili conseguenze a medio-lungo termine, e sono corsi ad acquistare senza molte distinzioni. Così si spiegano per esempio i balzi di Parigi (+3,58%), Francoforte (+2,41%), Londra (+2%) e Madrid (+3,26%). E pure la chiusura in accelerazione per il Ftse Mib (+2,93%), che ieri a lasciato in sottofondo gli sviluppi sulla situazione politica italiana. Al pari degli altri indici europei, quello milanese è tornato a registrare un bilancio positivo da inizio anno (+1,34%).
Che a trainare Piazza Affari siano stati i titoli del settore bancario è soltanto una conseguenza del fatto che il rally ha riguardato anche quei BTp (come si legge nell’articolo nella pagina a fianco) di cui gli istituti di credito hanno i portafogli strabordanti: un rialzo dei titoli di Stato si trasforma in altrettanti ricavi da trading, che evidentemente interessano oggi i trader più che gli effetti negativi sul margine di intermediazione derivanti da un eventuale taglio dei tassi ad opera della Bce. Fuori dal mondo dei finanziari, a Milano restano da sottolineare le performance di Telecom Italia (+6,32% grazie anche al prepotente ritorno di voci sulle operazioni straordinarie in seno al gruppo) e quella di StMicroelectronics (+9,17% dopo i conti di bilancio e le stime sul secondo trimestre).
Anche l’andamento di New York (che viaggiava con rialzi nell’ordine dell’1% a un’ora dal termine) ha contribuito a dare ulteriore sostegno ai mercati. In attesa dei conti di Apple (previsti dopo la chiusura), gli investitori a stelle e strisce si sono fatti ispirare dai dati migliori delle attese di DuPont e Netflix dall’aumento dei dividendi (il primo dal 2007) deciso da MetLife. Finora, secondo i dati raccolti da Bloomberg, delle 130 aziende del l’S&P 500 che hanno diffuso i bilanci, il 73% ha superato le attese degli analisti sugli utili. Unico «giallo» della giornata il falso tweet sull’attentato alla casa Bianca che ha provocato un improvviso scivolone degli indici, poi altrettanto rapidamente recuperato: ieri i mercati avevano evidentemente soltanto voglia di salire.

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